Torre Annunziata. Corruzione nel 2011 al Comune: il sindaco Giosuè Starita teste chiave nel processo a carico del suo ex fedelissimo consigliere, Davide Alfieri, e del consulente finanziario Gennaro Giugliano. Al centro delle indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, una presunta tangente da mille euro chiesta da Alfieri al consulente esterno. Il prezzo da pagare per la ‘convergenza’ del politico (capogruppo di Centro Democratico, ndr) sulla nomina di Giugliano all’OIV, l’Organismo di Valutazione e Controllo delle Performance negli enti locali.

E’ stato l’attuale titolare del fascicolo d’inchiesta, il pm Emilio Prisco, a citare il sindaco come testimone dell’accusa in Tribunale. Giosuè Starita comparirà dinanzi ai giudici per fornire la propria versione sulla vicenda della discussa nomina di Giugliano in seno all’organismo di vigilanza. Starita (estraneo alle indagini), all’epoca dei fatti era vicino alla scadenza del suo primo mandato. Nel 2012 ottenne la riconferma col 52% dei consensi. Il dipendente Asl Davide Alfieri fu invece il consigliere comunale più votato con oltre mille preferenze.

LA VICENDA. I fatti risalgono all’ottobre 2011. A Palazzo Criscuolo, per legge, c’è l’obbligo di far nascere l’OIV, l’organismo di professionisti sovracomunale che “monitora il funzionamento del sistema della valutazione, della trasparenza e integrità dei controlli interni”. Gennaro Giugliano è interessato alla nomina. E per l’accusa avrebbe ottenuto dal consigliere Alfieri la promessa di entrare all’interno del nucleo, a patto però di cedere un «contributo» in denaro contante.

L'esponente di CD – è scritto nell’avviso di chiusura indagini – avrebbe stabilito anche l’entità del contributo: “una percentuale pari al 50% del compenso”. Lo stipendio di Giugliano, in caso d’ingresso nel nucleo di valutazione, sarebbe stato di circa settemila euro. E così accade. Gennaro Giugliano presenta il curriculum. Davide Alfieri – secondo il pm - avrebbe espresso chiaramente a Palazzo Criscuolo la sua preferenza per Giugliano. A ufficializzarne l’ingresso all’OIV il decreto numero 2 del 18 gennaio 2011, anch’esso agli atti del processo.

A sancire invece il presunto reato, la consegna del denaro al consigliere Davide Alfieri: il 25 ottobre Gennaro Giugliano riceve parte dei compensi per l’incarico e tre giorni dopo – la tesi del pm - consegna mille euro al suo referente politico. L’inchiesta è scaturita proprio dalla denuncia di Giugliano in Procura.