“Sono 10 giorni che non so più nulla di mia zia. Sono preoccupata per lei. Vorrei sapere come sta, se ha mangiato, se le hanno portato i ricambi. E’ inammissibile che dopo così tanto tempo non ci sia nessuno disposto a darci notizie”.

E’ il dramma della nipote di un’ospite della Casa Famiglia di Torre Annunziata, sgomberata l’11 novembre scorso dall’immobile di Corso Umberto. Da quando le anziane sono state trasferite da quel palazzo e portate verso strutture più attrezzate, nessuno ha avuto più notizie su di loro.

Dopo l'ordinanza del sindaco Vincenzo Ascione, è arrivato il provvedimento dell'Asl che una decina di giorni fa ha sgomberato la residenza sanitaria assistita di Torre Annunziata e ha trasferito tutti gli anziani presso strutture più adeguate. Erano 7 i pazienti attualmente presenti nella struttura al momento dello sgombero: tre sono state portate in ospedale perché ritenute bisognose di cure e attenzioni specifiche, altre 4 sono state portate in una Rsa di Saviano.

“E’ una struttura fantasma – ha spiegato la nipote di una delle ospiti della struttura, nata e cresciuta a Torre Annunziata ma ora residente a Boscoreale –. Difatti è situata al centro città ma è una cattedrale nel deserto. Siamo andati lì più volte, ma la guardia giurata non ci fa entrare e non c’è il dottor Coppola, che ci hanno riferito di essere il medico dell’Asl che ha preso in cura le 4 anziane”.

La macchina della solidarietà si attivò con il dottor Mario Treré il quale, con l’aiuto di alcuni volontari, verificò lo stato di salute delle donne prima che queste fossero trasferite. Ora che stanno osservando il periodo di quarantena, però, bisognerebbe che qualcuno informasse i parenti più stretti sulle loro condizioni: “Non so se dorme, se piange, se mangia, se viene cambiata – ha spiegato la donna – è frustrante. Sono giorni che vivo con l’incubo che possa morire di covid o di solitudine, abbiamo bisogno di vedere con i nostri occhi se stanno bene”.

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