“Chiedo che i miei compensi siano devoluti ad associazioni onlus presenti sul territorio”. Firmato Raffaele Di Donna. È la mossa del Presidente del Consiglio per rispondere a chi, negli ultimi giorni, sta alzando il livello dello scontro, rivendicando lo scranno di capo dell’assise comunale. Dopo la richiesta di convocazione del consiglio, firmata da 14 consiglieri, alla quale Di Donna non ha dato seguito, i firmatari hanno chiesto l’intervento del Prefetto di Napoli Gerarda Pantalone.

Di Donna ha risposto così scrivendo e inviando due lettere: la prima inviata al Dirigente del Settore finanziario, la seconda ai consiglieri comunali. Nella prima Di Donna da mandato di devolvere le proprie indennità alla Mensa dei Poveri e alla Confraternita di Misericordie “perché la mia è una battaglia politica, di principio – dichiara Di Donna - contro qualcuno che vuole i socialisti fuori dalla maggiornaza". Nella seconda invece sottolinea quanto affermato da tempo. “Le ragioni di una rivisitazione degli incarichi politici possono essere molteplici e diversificate, ma riguardano solo ed esclusivamente dinamiche di natura politica. Cosa diversa è mettere in discussione la carica di presidente del consiglio, figura super partes e ruolo di garante per tutti”. Poi la risposta alla motivazioni alla lettera inviata alla Pantalone: “Appaiono infondate le eccezioni sollevate nella proposta di sfiducia, circa presunte irregolarità procedurali. Inoltre ho già dato disponibilità a rimettere il mandato che mi è stato conferito”. Di qui una bordata finale a qualcuno del PD: “Probabilmente la proposta di sfiducia è nata da un’individualità politica – ha concluso Di Donna – cooptando il consenso di altre forze, queste ultime peraltro non convinte”.


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