Diritto di superficie: vent’anni di aspettative deluse e di risorse non capitalizzate”. E’ quanto dichiarano i referenti dell’associazione “La paranza delle idee”, presieduta da Claudio Bergamasco, in merito al diritto di superficie, disciplinato dal codice civile italiano e che consiste nell'edificare e nel mantenere una costruzione al di sopra (o al di sotto) di un fondo di proprietà altrui e di rivendicare la proprietà della costruzione o dell'opera, in base alla Legge.

“Il 1° ottobre 2015 – hanno spiegato i referenti - la questione della trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà sembrava aver trovato quella soluzione attesa da anni, con l’approvazione da parte del Consiglio comunale di Torre Annunziata del regolamento grazie al quale i residenti nelle cooperative dei Piani di Zona ex legge 167/1962 (Prota-Gambardella e Carminiello) sarebbero finalmente potuti diventare proprietari a pieno titolo dei loro alloggi. Tant’è che, nonostante la carente campagna informativa del Comune e nonostante la durata della concessione (99 anni) faccia sì che in tanti non avvertano il problema come immediato, al successivo avviso pubblico per la stipula delle nuove convenzioni risposero, numeri dell’Ente, in ben 171 (sono circa 500 le unità abitative interessate). 171 istanze che, a distanza di quattro anni, sono rimaste, però, senza risposta alcuna. Eppure il Gruppo di lavoro appositamente costituito dal Comune risulta aver espletato la propria attività, venendo per questo pagato con la somma di €60.000,00. Perché, allora, l’iter si è bloccato? Il Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale attuali furono tra quelli che, all’epoca (da semplici consiglieri comunali), più cantarono vittoria. Dessero ora (meglio se coi fatti) una doverosa risposta”.

Ma c’è dell’altro: come rilevato anche nel Documento programmatico di Politica Urbanistica, potrebbe portare potenzialmente nelle casse comunali potenzialmente un’ingente quantità di denaro. “Fondi per circa 4,5 milioni di euro – precisa “La paranza delle idee” - che, in base a quanto già previsto, sarebbero destinati al completamento delle infrastrutture a servizio di quei quartieri e all’abbattimento delle barriere architettoniche ma che, aggiungiamo, potrebbero essere utilizzati pure per il PUC, visto che per la costituzione dell’Ufficio di Piano (comprendente le necessarie professionalità) non si riescono a trovare neanche alcune decine di migliaia di euro”.