“La politica è complice della criminalità organizzata”. Un duro atto d'acccusa arrivato dal referente provinciale di Libera Antonio D’Amore.

A pochi giorni dallo scioglimento del comune per infiltrazioni camorristiche, il presidio ha organizzato un incontro di riflessione pubblica per discutere sul futuro della città. La Chiesa, le associazioni e il mondo dell’imprenditoria si sono riuniti ieri pomeriggio, presso la Sala Pagano di via Gino Alfani, per fare il punto della situazione. Don Ciro Cozzolino ha aperto il dibattito con un’amara analisi del tessuto sociale e politico di Torre Annunziata. “Abitiamo in un territorio complesso in cui si fa fatica a dialogare, ad accettare la diversità – ha aggiunto – lo dobbiamo fare soprattutto per le persone povere, per i più fragili, perché sono loro a pagare il prezzo più alto. In questo momento è indispensabile un confronto tra le parti per il bene di questa città”.

A seguire il duro intervento del referente provinciale di Libera, Antonio D’amore: “In occasione dell’iniziativa nazionale Extralibera, il presidente Don Luigi Ciotti aveva invitato tutti i partiti politici per un confronto. Non si è presentato nessuno, perché in questo paese la politica è complice – ha poi continuato - Le istituzioni sono sacre, ma ci sono uomini che le offendono continuamente e i cittadini di Torre Annunziata, dopo quello che è accaduto, lo sanno molto bene”. A presenziare al dibattito anche il commissario del Pd Paolo Persico che, durante il suo intervento, ha ammesso nuovamente i gravissimi errori commessi dal suo partito e dall’amministrazione uscente, responsabili dello stato di degrado della città.

Tra i presenti all’incontro anche Tania Sorrentino, la vedova di Maurizio Cerrato, testimone diretta della decadenza morale del territorio e di un’incalzante violenza che continua a fare vittime. “Stiamo vivendo la morte di Torre Annunziata. Abbiamo bisogno di proposte, di seguire i giovani. I bambini nati nelle famiglie criminali vanno aiutati e seguiti, perché sono anche loro il nostro futuro”. Il dibattito si è concluso con la speranza che l’arrivo della triade commissariale restituisca a Torre Annunziata la dignità che le è stata ingiustamente strappata.


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