Pene esemplari per coloro che presero parte alla faida tra i Gionta e il Quarto Sistema a Torre Annunziata. Durissima la requisitoria delle pm dell’Antimafia Valentina Sincero e Ivana Fulco, che hanno decretato ben 250 anni di carcere per le 18 persone coinvolte. Unico escluso Pasquale Cherillo, che di anni di reclusione ne rischia 27 nel processo con rito ordinario al quale si è sottoposto.

Tra i personaggi di spicco della malavita di Torre Annunziata, coinvolti nel processo che si sta svolgendo alla Corte d’Assise di Napoli, c’è anche lo storico boss Valentino Gionta, presente in videoconferenza dal carcere di Sassari dov’è detenuto al 41 bis. Per lui sono stati chiesti 18 anni di reclusione, proprio come per il suo omonimo nipote al quale aveva dato grossa fiducia all’interno della cosca.

Pesanti anche le richieste per gli altri. Vent’anni per Giuseppe Carpentieri, genero del boss, Salvatore Palumbo e Luca Cherillo. Sono 15 quelli per Teresa Gionta, Angelo Palumbo e Ciro Coppola, mentre 12 per Salvatore Agnello, Angelo Palumbo, Antonio Palumbo, Salvatore Immacolata, Michele Guarro e Antonio Cirillo. Quest’ultimo, alias denti gialli, è anche reo confesso dell’omicidio di Maurizio Cerrato, processo nel quale rischia seriamente l’ergastolo. Infine 10 per Michele Colonia e Luigi Esposito.

Nella prossima udienze sono previste le memorie difensive, mentre la sentenza verrà emessa entro febbraio.


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