Torre Annunziata. Porto e detenzione illecita d’arma da fuoco oltre a documenti falsi per sfuggire alla cattura: condannato il ras ex latitante. Il gup del tribunale di Napoli, Isabella Iaselli, ha inflitto cinque anni e quattro mesi di reclusione a Ciro Nappo, alias ‘cap ‘e ‘auciell, considerato dagli inquirenti l’ultimo reggente del clan Gionta. Per Nappo, difeso dagli avvocati Giovanni Tortora e Gaetano Rapacciuolo, il pm della Dda di Napoli aveva chiesto una pena di 6 anni. Il giudice, nella sentenza emessa oggi in abbreviato, ha riconosciuto inoltre l’aggravante della finalità mafiosa contestata dall’accusa.

Nappo, 43 anni, fu arrestato il 26 maggio scorso dai carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata. I militari, agli ordini del maggiore Leonardo Acquaro e del colonnello Antonio Petti, quel giorno posero fine alla seconda latitanza di 'cap 'e auciell', circondando il bunker in cui il ras si nascondeva. Un antico casolare di campagna, al confine tra Trecase e Torre del Greco, protetto dagli ‘occhi elettronici’ di 4 telecamere di sorveglianza, di cui una a lungo raggio capace anche di riprendere la vicina strada provinciale ‘Panoramica’.

Il ras (già condannato in via definitiva ad otto anni per associazione mafiosa, ndr) con sé nel bunker aveva una pistola semiautomatica Smith & Wesson (matricola abrasa), 39 proiettili calibro nove, un fucile ad aria compressa caricato a pallettoni, documenti falsi e parrucche per non farsi riconoscere. Il tutto era occultato all’interno di un marsupio appeso al muro. A ‘coprire’ la latitanza di Nappo era invece il suo vivandiere: Vincenzo Ametrano, 38 anni, ritenuto dagli investigatori vicino ai 'Fransuà' e finito a processo assieme a ‘cap ‘e auciell’ con l’accusa di favoreggiamento aggravato. Anche per Ametrano è arrivata una condanna a due anni e otto mesi di reclusione.