TORRE ANNUNZIATA. E’ slittata a fine febbraio per cause di “aggiornamento professionale” del gip di Napoli Paola Russo, l’attesa udienza del processo in cui il Comune di Torre Annunziata chiederà i danni d’immagine a Carmela Gionta (70 anni, in foto, sorella del superboss di camorra Valentino), Annunziata Caso (moglie di Aldo, il “ras poeta”), sua figlia Gemma e sua madre, Pasqualina Apuzzo. Le quattro donne del clan sono accusate a vario titolo dalla dda partenopea di usura (per prestiti di 10mila e 15mila euro, con tassi d'interesse dall’8 al 10%) e del tentato omicidio proprio di "zì Carmela", ferita con una coltellata al viso in casa per contrasti interni sulla gestione della cassa comune. 

La giunta di Palazzo Criscuolo decise di costituirsi parte civile contro le donne dei “Valentini” lo scorso 5 novembre. Per il sindaco Giosuè Starita, infatti, “è a causa delle loro attività camorristiche che Torre Annunziata non riesce a scrollarsi di dosso la nefasta immagine di una città in cui la malavita la fa da padrona. Il cammino è ancora lungo, ma passa anche per atti come questo. I cittadini perbene si sentono danneggiati e umiliati dalla tracotanza e dalla ferocia della camorra”.