Invitati sempre più di calibro internazionale quelli ospitati alla Libreria Biobar Libertà di Torre Annunziata.

L’evento conclusivo del mese di novembre ha visto, accanto al mattatore Andrea Palmieri, Giuliana Sgrena, giornalista di fama de Il Manifesto, scrittrice e politica. E non chiamatela “inviata di guerra”: “sono una studiosa di quelle aree, del Medioriente e dell’Africa. E mi piacerebbe poter descrivere altro, piuttosto che scenari di conflitto.” Giuliana Sgrena sta portando in giro il suo ultimo libro “Manifesto per la verità. Donne, guerre, migranti e altre notizie manipolate” edito da Il Saggiatore.

I passi letti da Roberta Di Domenico, hanno introdotto il pubblico all’interno di quello che non è un romanzo, ma uno spunto di riflessione sulla realtà che ci circonda e su come essa venga manipolata dai massmedia, virtuali o su carta stampata. “Le fake news sono sempre esistite- ha spiegato l’autrice- Un tempo si chiamavano bufale, pretesti, complotti. Ma in un’epoca come la nostra, con l’avvento delle nuove tecnologie, il terreno della cattiva disinformazione la fa da padrona. Non ci si preoccupa di controllare le fonti, si pensa soltanto ad accaparrarsi un like, che con un titolo sensazionale e roboante è assicurato”.

E aggiunge: “È venuta meno l’essenza del giornalismo, quello che parla di verità a partire dai fatti. Oggi più che mai si tende a far leva sui sentimenti dell’opinione pubblica. Le notizie, le opinioni, viaggiano sul canale della bidimensionalità. Sono agli antipodi. E sono, purtroppo manipolate. Oggi abbiamo poi degli argomenti di cui la maggior parte delle persone è ghiotta, verso i quali ha sviluppato una curiosità ossessiva: le violenze sessuali, le guerre e gli immigrati.”

Nel suo libro Giuliana Sgrena riporta delle domande rivolte durante l’interrogatorio a una delle due ragazze americane violentate da due agenti delle forze dell’ordine a Firenze: “Le piacciono gli uomini in divisa? Indossava la biancheria intima? E’ la prima volta che viene stuprata?” Domande che fanno accapponare la pelle, ma che denotano che siamo un paese morboso e soprattutto impunito”.

Purtroppo poi come dice Mark Twain, la bugia fa in tempo a viaggiare in mezzo mondo, mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe.

E questo vale anche per gli scenari di guerra che la giornalista ha visto in prima persona ma riportati in tutt’altro modo dalla stampa di mezzo mondo. “E’ strano essere lì, durante i conflitti, vedere con i propri occhi immagini e storie di vita, e poi notare che sul web sono riportate altre cose. Oltre che strano, credo sia pericoloso: vi è una volontà di manipolare l’opinione pubblica senza precedenti”.

Il tema degli immigrati è quello che dimostra maggiormente la mala information. “L’Italia ha una presenza di extracomunitari inferiore alla media europea, intorno al 7%. Eppure la percezione è tre volte superiore. Risultato di una campagna razzista e carica d’odio nei confronti del diverso, dell’altro da noi”.