“Un presidio interforze e un vero e proprio simbolo di legalità”. Sarà questo il futuro di Palazzo Fienga: ad annunciarlo, il direttore dell’Agenzia Nazionale dei Beni confiscati alla criminalità organizzata Bruno Frattasi e il viceministro dell’Interno Matteo Mauri, nel corso della cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria di Torre Annunziata a Giancarlo Siani.

Dopo le anticipazioni fornite dall’assessore comunale al patrimonio Emanuela Cirillo e dopo l’annuncio del ministro Luciana Lamorgese, sono arrivate altre importanti conferme per destinare quell’area, ex simbolo della criminalità locale ed ora murato e in stato di abbandono, a presidio di legalità.

Da roccaforte del clan Gionta, sgomberata nel gennaio 2015 dopo l’ordinanza esecutiva da parte della Procura, c’è così un primo serio piano di riqualificazione. “Ne stiamo discutendo in queste settimane al tavolo di interesse e verifica che serve a valorizzare i beni esemplari – ha spiegato Frattasi -. Grazie al fondo di coesione e sviluppo si potranno dedicare risorse per la rifunzionalizzazione del bene che noi immaginiamo possa essere fatta da tutte le forze dell’Ordine. Non possiamo ancora dettare i tempi per non creare false illusioni – ha concluso Frattasi – ma è importante sottolineare che si fa un passaggio formale e importante verso un obiettivo che fino a poco tempo fa non era immaginabile”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il viceministro Mauri, il quale ha parlato di “un’area strappata a chi non avrebbe dovuto averla per ridarlo alla città che ne ha diritto. Di certo i tempi dipenderanno dal tipo di progetti e dai lavori che verranno realizzati. Stiamo parlando comunque di tempi rapidi”.

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