“Vado avanti”. Vincenzo Ascione, sindaco di Torre Annunziata, non rassegna le dimissioni e torna ad attaccare la magistratura. Meno di un quarto d’ora di conferenza stampa per affermare la propria innocenza. E soprattutto per ribadire il disappunto verso l’operazione della Dda, che ha iscritto nel registro degli indagati sia lui che altre 11 persone per associazione mafiosa in concorso e influenze alla corruzione.

La parte finale del suo discorso è netta e perentoria. “Io non ci sto. Non accetto di chinare il capo e subire un’onta del genere. Come segnale che intendo dare alla comunità, alla politica e a chi ci ha sostenuto affermo che, almeno per il momento, non ho intenzione di rassegnare le mie dimissioni. Resto qui per onestà e per amore della mia città”.

LO SCENARIO. Ascione ha successivamente criticato i consiglieri Francesco Nella e Michele Avitabile. Entrambi hanno rassegnato le proprie dimissioni. “Non mi hanno aiutato, bastava che si mettessero d’accordo tutti e si sarebbe arrivati allo scioglimento. Questa è una loro decisione. La mia Giunta è qui e vuole proseguire il percorso assieme. Il Consiglio Comunale non è ancora stato sciolto, ma se dovesse essere necessario ne convocheremo uno anche per le surroghe”. Poi il particolare su Maria Oriunto. “Ha inviato una Pec sbagliata, ma dovrebbe perfezionare le proprie dimissioni in giornata”.

LA FIGURA DI ONDA. Ascione ha difeso a spada tratta Salvatore Onda. Il nipote del killer dei Gionta Umberto è ritenuto dalla Dda il deus ex machina che imponeva le proprie scelte al sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali. “Una parentela scomoda non può essere motivo di discriminazione o di emarginazione dalla vita sociale e politica. Onda potrebbe rappresentare, piuttosto, un motivo di riscatto e resilienza. Io non valuto una persona sulle basi delle proprie parentele. Valuto una persona semplicemente per il suo modo di comportarsi nella vita e con le persone. Onda rappresenta da tempo un movimento politico che ha visto la presenza in consiglio di due esponenti. Vorrei capire perché una persona che fa parte di una società in house del Comune non debba essere interlocutore di nessuno dei componenti dell’Assise. Onda può interloquire con il presidente della Regione, ma se ha una conversazione con il sindaco di Torre Annunziata, allora vuol dire che quest’ultimo è legato a un clan camorristico”.

LA DIFESA A AMMENDOLA. Il primo cittadino ha espresso la propria vicinanza ai vari Giuseppe Raiola, Rocco Manzo e anche alla stessa Luisa Refuto. E per la prima volta Ascione ha parlato in maniera chiara di Luigi Ammendola. L’ex vicesindaco era stato arrestato e poi scarcerato in merito ad alcuni casi di corruzione. “Ha sempre rivestito il suo ruolo con dedizione, attenzione ed estremo rigore morale. E’ stato interesso da un gravissimo provvedimento come la custodia cautelare in carcere. Poi è stato rimesso in libertà prima dal Riesame e poi anche dalla Suprema Corte di Cassazione per mancanza di prove”. Chiosa per Nunzio Ariano, ex capo Utc, ora ai domiciliari ma condannato per la mazzetta delle “Sette Scogliere”. “L’unico evento che ha scosso la comunità è quello che gli riguarda. Ma non mi dilungo perché già sta affrontando il suo percorso giudiziario e scontando la pena”.


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