“Chiediamo null’altro che il rispetto dei diritti garantiti dalla costituzione: vogliamo lavorare e lo stiamo dicendo da mesi anche in sit-in pacifici come questo”. Si danno appuntamento fuori la sede comunale di via Schiti, a Rovigliano, zona periferica di Torre Annunziata, dove sono stati spostati tutti gli uffici del Comune oplontino. Anche la stanza del sindaco. Sono una quindicina di giovani e meno giovani appartenenti al neo ‘movimento dei mai occupati’. Tra loro, infatti, quasi tutti con nessuna esperienza lavorativa, almeno ufficiale. “Piccoli lavoretti per portare il pane a casa”, come affermano, con la speranza “di un lavoro più stabile, anche di alcuni mesi, nei diversi cantieri aperti in città”.

Il tema centrale, il lavoro, questi giovani l’hanno affrontato con il primo cittadino Giosuè Starita. La promessa, poi la firma di una nuova clausola sociale che dovrà entrare in vigore con i nuovi appalti. “Siamo una trentina che ci rivediamo sotto questa sigla, consapevoli che la piaga della disoccupazione riguarda una fetta ampia della città”. Sono Vincenzo, Carlo, Salvatore, Luigi e tanti altri che si sono uniti lungo il percorso da alcuni mesi.

Fino ad oggi si sono succeduti diversi incontro con Starita, l’assessore al lavoro ed anche alcuni dirigenti dell’Ente. La promessa sempre uguale. Intanto, qualche lavoro pubblico è già partito da tempo e qualcuno pare essere in procinto.


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