Non sarà bastato il cenone della vigilia o il pranzo di Natale per placare gli appetiti dei consiglieri comunali di Torre Annunziata che dal mese di aprile sono ancora alle prese con la spartizione delle poltrone a Palazzo Criscuolo. Ebbene si: dopo otto mesi la situazione nella cittadina degli scavi di Oplonti non è affatto cambiata, anzi, sul versante politico è addirittura peggiorata.

Da allora ad oggi il Partito Democratico è letteralmente imploso, diviso in una miriade di correnti, tante che qualcuno nei corridoi di Palazzo ha bisbigliato ridendo: “Prima degli incontri con altri partiti, hanno bisogno di un interpartitico interno per decidere una linea unica”. Dai vari capi bastione, infatti, solo richieste che non trovano la quadra con il resto delle liste in assise. L’ultima, in ordine di tempo, è quella di 3 assessori ai Dem e la presidenza del consiglio ai ‘Casilliani’. Proprio quest’ultima richiesta è stata un elemento di rottura forte nel partito, con Ricciardi & C. che fanno sponda a Di Donna per non dare spazio ad Ascione. Inoltre, essendo anche il partito del sindaco Starita, devono farsi carico di garantire le posizioni dei suoi ‘uomini e donne’ di fiducia: l’assessore Cirillo in giunta e il presidente Malacario saldo al suo posto alla guida della Primavera.

All’opposto, invece, Nuovo Centro che compatto rivendica due posizioni apicali: siano entrambi assessori o, in alternativa, uno e la presidenza della controllata che si occupa di rifiuti. Stando ad indiscrezioni, il capogruppo Ossame pare stia facendo pesare gli ultimi provvedimenti approvati dalla giunta, porto e fondi Jessica, per i quali sono stati determinanti Di Palma e Russo. Senza di loro la giunta non avrebbe raggiunto il numero legale ed i fondi sarebbero stati persi. Proprio per questo motivo, sembrerebbe che il consigliere di NC abbia battuto i pugni sul tavolo per non indietreggiare neppure di un passo rispetto alle richieste fatte.

Tra i ‘più piccoli’, NCD con due consiglieri tiene stabile la linea interna: un assessore, quasi sicuramente Aversa, che rappresenti il partito di Alfano. De Stefano, già dimessosi giorni fa per far spazio ad Avitabile, primo non eletto, punta anch’egli ad un posto nella squadra del primo cittadino. Così come Roviello. Discorso differente per Di Donna che mira a tenere la poltrona di presidente del consiglio o, in alternativa, un assessore.

LA SOLUZIONE PD: IL SOTTOGOVERNO. Se da un lato tutti fanno la fila per accaparrarsi la ‘visibilità’ al fianco del sindaco, il suo Partito ha sfoderato la soluzione per tenere tutti dentro: 5 cariche di sottogoverno, mettendo sul tavolo delle trattative la presidenza ed i membri dell’OIV e persino i revisori dei conti della defunta Oplonti Multiservizi. Insomma, una trovata che è meno di una sintesi elementare del manuale Cencelli a cui i partiti più piccoli hanno già risposto picche.

Intanto, è saltato già il regalo di Starita per Natale e di certo il brindisi di fine anno non sarà con squadra a completo. Il prossimo interpartitico è fissato per il 7 gennaio, dopo l’Epifania. Sembra, ma questa è solo ironia, che sia proprio il sindaco a portare la calza con dentro assessori o carbone.


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