Aiutare le donne a riconoscere dalla paura il pericolo, e poi a non temere di denunciare, a leggere in ogni gesto sinistro un campanello d'allarme, il preludio alla violenza. Irma Testa la paura, quella sportiva, la prova ogni volta che sale sul ring: ma è quella, dice lei, che la 'salva' perché è così che si previene e contrasta l'avversario. Non sottovalutandolo.

La campionessa del mondo in carica di pugilato, categoria piuma, prima azzurra a sbarcare ai Giochi (Rio 2016) e la prima italiana della boxe a salire sul podio olimpico (bronzo a Tokyo) è da sempre in prima linea nelle campagne di contrasto alla violenza sulle donne: protagonista tra gli altri dello spot "Io lotto" ora più che mai si unisce alla missione globale perché "la violenza spesso parte da lontano, perché l'amore non è possesso, non è gelosia, ma deve essere libertà". Nei giorni che hanno tramortito l'Italia intera per la morte violenta di Giulia Cecchettin, l'ennesima giovane donna ammazzata, la numero uno della boxe si dice "angosciata. L'impressione è che invece di fare passi in avanti si sia tornati indietro".

Una violenza, quella di genere, che matura a più livelli. "Facendo uno sport giudicato maschile la gente che mi critica è sempre tanta - prosegue – e spesso non dà importanza a quello che faccio, ai risultati che ottengo. Preferisce guardare il match di un collega perché il mio vale meno. Anche questa è violenza e la subisco da sempre. Ecco io dico, e ne sono convinta, che non ci sono mondi prettamente maschili o femminili, e non ci sono risultati di Serie A o B. E così alle donne a cui viene imposto di stare a casa, di non lavorare, di occuparsi solo di alcune cose: la violenza parte da qui".

E da giovane 25enne la campionessa di Torre Annunziata lancia un appello: "Denunciate, non lasciate correre, non giustificate gesti che non vanno giustificati: alle ragazze voglio dire che la gelosia, il possesso, il controllo non hanno nulla a che fare con i sentimenti. leggeteli come campanelli d'allarme e scappate. Agli uomini, se avete problemi con le donne fatevi aiutare: ora esistono tanti centri. Non c'è da vergognarsi".

La strada da fare è ancora tanta, e poi ci sono i social: "Vanno messi dei limiti perché in questa realtà virtuale tutto è possibile, la violenza compresa. I ragazzi stanno ore col telefono in mano e quello che vivono lì pensano sia vero: sui social si può fare tutto. Ragazzi andate in palestra, fate sport che vi rende produttivi, non chiudetevi dietro uno schermo" dice ancora l'azzurra che alla manifestazione di Roma si unirà "con il cuore, ci saranno diverse mie colleghe e saranno tante a dire basta".

Lei prepara la missione olimpica: già qualificata per Parigi 2024 dedica questi mesi all'unico obiettivo: "Questo mi consente di prepararmi senza l'ansia di dovermi qualificare: i Giochi sono il massimo e vorrei godermeli, arrivano ogni 4 anni e non è scontato esserci all'edizione successiva". Intanto sogna giornate meno cupe per tutte le donne: "Allenate l'autostima, anche partendo dalla paura che è quella che ci fa schivare il nemico". Che spesso non è mai troppo lontano da casa.


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