Torre Annunziata è il primo comune che ha approvato all’unanimità l’approvazione della legge nazionale contro l'omotransfobia proposto dalla Rete italiana delle Regioni, Province autonome ed enti locali al fine di prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

L’ordine del giorno, fortemente voluto dal consigliere Pierpaolo Telese, è stato accolto con favore dall’associazione torrese Lgbt Pride Vesuvio Rainbow tramite il suo vice presidente Danilo Di Leo. “Dopo la legge regionale campana contro l'omotransfobia da Torre Annunziata e da tanti altri comuni d'Italia, un segnale preciso perché sia approvata prima possibile la legge nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia e la transfobia”.

LA LETTERA. Nel corso dell’Assise, la consigliera Giovanna Cirillo ha letto un’emozionante e toccante lettera di una transgender, che ha raccontato le proprie esperienze a cuore aperto.

“Spesse volte ho subito discriminazioni gratuite per essere notata dal portone del palazzo della mia abitazione all'auto parcheggiata nei dintorni del palazzo solo per l'essere trans. Durante corsi,studi ed esperienze lavorative ho subito accuse e offese dirette e non ancora solo per il fatto di aver effettuato un cambiamento. Mi è capitato anche di essere in auto con il mio ex ragazzo mentre ero inseguita da ragazzini che mi chiedevano quanto era il mio tariffario o inviti autoritari di sesso senza badare neanche alla presenza di un uomo al mio fianco.

Tv e giornalisti che usano riferimenti maschili continui ad una mtf (transgender uomo/donna) e viceversa, e ancora una volta siamo umiliati e feriti ingiustamente. Spero e credo in una tutela maggiore nei confronti dei trans (in generale) perché non siamo condannati a essere trattati da cittadini di serie C solo per aver dato forma e vita all'anima. Mi spaventano ancora i minori che si sentono ancora più liberi di puntare il dito contro di noi, probabilmente per la cattiva informazione o educazione. Ma la cosa che mi preoccupa da sempre è che, come la gente ha paura e vergogna di uscire con noi (proprio per il pregiudizio sociale), così anche l'amore ci viene negato.

Non è un caso che l’agorafobia ha costretto tante ragazze trans ad andare sotto i riflettori solo di notte, laddove i pregiudizi vengono superati da desideri, perversioni e trasgressioni sessuali. Se ci negate di vivere la vita a 360 gradi, ci state negando la libertà, ma ancor di più l'amore e sono convinta che tante storie d'amore non sono nate o sono stroncate sul nascere a causa vostra!

A questo punto dubito che una persona si metta in gioco per vivere una storia d'amore in maniera pubblica civile e normalissima come tutti se stiamo in mezzo ad una giungla di pregiudizi, umiliazioni e paletti continui, sappiate che l'unico scopo di vita, e credo di espormi a nome di tutti. E’ l'amore, in grado di superare mali e difficoltà di ogni genere. Fateci di tutto, ma ci state uccidendo perché amare significa vivere”.