Sono ancora stazionarie le condizioni di Giuseppe Carpentieri. Il genero di Valentino Gionta è ancora in terapia intensiva all’ospedale Cardarelli di Napoli. Secondo i medici non è in pericolo di vita. Resta ancora da chiarire il movente del gesto, che è al vaglio del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Torre Annunziata.

L’uomo, 50enne, marito di Teresa Gionta, era affacciato al balcone della sua abitazione in corso Vittorio Emanuele a Torre Annunziata quando è stato raggiunto da alcuni colpi d’arma da fuoco. Carpentieri era uscito da poco, dopo aver scontato 27 anni di carcere per due omicidi commessi nel ’90.

Come lui, nelle scorse settimane ha lasciato il regime di detenzione anche un’altra parente stretta del numero uno della cosca dei Valentini. Carmela Gionta, sorella del boss, è infatti ai domiciliari dal 9 aprile.

La donna, madre di Aldo Agretti, latitante arrestato nel 2016, era stata fermata e successivamente arrestata il 27 luglio del 2015 con l’accusa di usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso.

La Gionta aveva imposto anche dei tassi di interesse superiori al 120%, mettendo in ginocchio un imprenditore che poi decise di denunciarla. Nel 2017 era stata condannata in primo grado a 6 anni e 3 mesi di reclusione.

Ora ha lasciato il carcere di Vigevano, dov’era detenuta, ed è tornata anche lei a Torre Annunziata, sfruttando l’emergenza Coronavirus che ha portato nelle carceri lombarde all’uscita di 41 detenuti.

Le condizioni

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Le parole del sindaco

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I danni all'ospedale

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