Giuseppe Veropalumbo una vittima innocente per un’azione “dimostrativa”.

A quasi 12 anni dalla scomparsa, si aprono nuovi scenari sulla morte del giovane carrozziere, ucciso da un colpo di pistola la sera di San Silvestro del 2007. La nuova pista da seguire è frutto della ricostruzione del pentito Michele Palumbo, alias “munnezza”, ex sanguinario killer del clan Gionta di Torre Annunziata.

Secondo le sue dichiarazioni, Veropalumbo fu sì una vittima innocente, ma non di un proiettile vagante; bensì di un'azione dimostrativa di 3 giovanissimi affiliati ai Gionta. Il clan voleva punire gli abitanti del palazzo dove abitava il carrozziere: li ritenevano responsabili di aver consegnato qualche giorno prima le chiavi del lastrico solare alla polizia, impegnata in un blitz concluso con l'arresto del padre di uno degli indagati.

Giuseppe Veropalumbo aveva in braccio la figlioletta di 18 mesi quando fu colpito. Il giovane carrozziere morì poco dopo all’ospedale di Boscotrecase. Il prossimo 6 dicembre al tribunale di Napoli, Palumbo dovrà confermare dinanzi al giudice Paola Brunese questa versione dei fatti, aprendo nuovi scenari sull’identificazione della persona che ha premuto quel grilletto, uccidendo Veropalumbo, oppure archiviare il caso.

La nuova svolta potrebbe giungere a poco più di un anno e mezzo dal ritrovamento di un’ogiva sulla facciata del palazzo di Corso Vittorio Emanuele III, in cui la famiglia Veropalumbo viveva. Poco dopo, quella porzione di proiettile fu utile a identificare la pistola usata per l’omicidio, una calibro 9 trovata poi nel porto di Torre Annunziata. Gli inquirenti continuano a lavorare sotto traccia, alla ricerca di tre uomini (probabilmente all’epoca tutti minorenni, ndr) che avrebbero eseguito il raid omicida.

“Mancano ancora due mesi, sembreranno un’eternità”, ha affermato commossa Carmela Sermino, vedova di Giuseppe. E’ un segnale importante per me e per la mia famiglia, perché è la dimostrazione che nonostante sia passato tutto questo tempo, le forze dell’Ordine e la Magistratura stanno continuando nel loro percorso alla ricerca della verità. Mi auguro che venga presto fuori”.