Gli hanno sparato con un fucile di precisione. Era la vittima prescelta per dare un segnale forte nelle nuove gerarchie di potere a Torre Annunziata. L’obiettivo del Quarto Sistema era Giuseppe “Pinuccio” Carpentieri. Dovevano uccidere il reggente del clan per dare un colpo deciso ai Gionta e imporre la loro supremazia.

A organizzare l’agguato furono, secondo gli inquirenti, Pasquale e Luca Cherillo, due degli esponenti di spicco del Quarto Sistema. Pasquale Cherillo abitava proprio a due passi da Giuseppe Carpentieri. La vittima designata abitava lungo Corso Vittorio Emanuele III, Cherillo in via Oplonti 30 una traversa del corso.

Secondo la ricostruzione messa nero su bianco nelle oltre 300 pagine di ordinanza, i fratelli Cherillo, dopo aver effettuato dei sopralluoghi sul lastrico solare del palazzo di via Oplonti 20 (luogo di residenza della famiglia Gallo Colonia, nota roccaforte del clan Gallo Cavalieri) hanno studiato le abitudini di Carpentieri.

Ogni giorno, dopo pranzo, “Pinuccio” era solito salire sul lastrico solare per prendere un po’ di sole. In quei giorni, Torre Annunziata, la Campania e l’Italia erano in lockdown per il covid. Il giorno dell’agguato, i Cherillo sono saliti con una scala sul lastrico solare del palazzo al civico 20. Da lì hanno sparato diversi colpi contro Carpentieri. Due le armi utilizzate: un fucile di precisione e una pistola.

Carpentieri fu ferito all’addome e all’inguine, ma riuscì a salvarsi rifugiandosi dietro un muretto, trascinandosi via con l’aiuto di un’antenna parabolica. Stratagemmi di fortuna che gli hanno permesso di sopravvivere ma non di evitare il carcere.


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