Fari puntati su quello che potrebbe essere definito il “sistema Ariano”. Non si fermano le indagini da parte del Gruppo Guardia di Finanza di Torre Annunziata, che lo scorso 28 dicembre ha arrestato Nunzio Ariano, capo dell’Ufficio Tecnico del Comune.

Le fiamme gialle stanno esaminando la posizione della ditta appaltatrice (la Supino Group ndr), che aveva fornito i 10mila euro in contanti che sono stati rinvenuti nella vettura dell’ingegnere oplontino al momento del fermo in via Marconi.

LA PARTENZA. Tutto è iniziato da una denuncia avvenuta da parte di un dipendente del comune nello scorso settembre. Una “gola profonda”, che ha parlato di tutte i movimenti portati avanti da Ariano. Da quel momento sono cominciate le indagini da parte del gruppo guardia di finanza, guidato dal capitano Giuliano Ciotta e dal colonnello Agostino Tortora. Ariano è stato sottoposto in gran segreto a intercettazioni telefoniche e ambientali, ma anche a pedinamenti. Fino all’epilogo delle Sette Scogliere, con l’ingegnere dell’Ufficio Tecnico apparso da subito molto agitato nel momento in cui si è ritrovato dinanzi ai finanzieri, che lo hanno portato via con le manette ai polsi.

L’AMMISSIONE. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia Ariano, difeso dall’avvocato Francesco De Gregorio, è crollato in un amen dinanzi al gip Antonio Fiorentino, ammettendo di aver intascato la mazzetta. “Ho intascato i soldi per risolvere alcuni problemi di salute in famiglia. Mi assumo la piena responsabilità di quello che ho fatto”. Ora è in attesa di sapere se la sua istanza di scarcerazione, con trasferimento ai domiciliari, sarà accettata.

LO SCENARIO FUTURO. Acquisita l’ammissione, non si ferma il lavoro da parte della guardia di finanza, che potrebbe aprire anche a nuovi scenari. Oltre al rapporto con la ditta Supino Group sarebbero al vaglio degli inquirenti anche i rapporti che il capo dell’Ufficio Tecnico Comunale avrebbe intrattenuto per la concessione di ulteriori appalti.

l'ipotesi

la confessione