Riceviamo e pubblichiamo una lettera di un genitore firmatario del ricorso al TAR contro l'ordinanza del sindaco sulla chiusura delle scuole. E' un appello accorato, che come giornale sottoscriviamo, al mondo della scuola e alle istituzioni affinchè uniscano le forze per ristabilire un clima sereno in città.

Gentile Direttore,

sono un genitore che, impropriamente definito NO DAD, insieme ad un piccolo gruppo di altri genitori, ha partecipato al ricorso al TAR, accolto con successo, promosso al fine di contrastare l’ordinanza sindacale del 22 gennaio, che ha previsto la chiusura di tutte le scuole cittadine di ogni ordine e grado.

Tristemente, ho dovuto constatare che, non soltanto questo esito favorevole del ricorso al TAR è stato completamente ignorato dalla nostra Amministrazione che, con nuova ordinanza del 29/01/2021 ha richiuso le scuole, ma ha scatenato, soprattutto sulle varie piattaforme social, un’ onda di vero e proprio sdegno nei confronti di noi genitori ricorsisti, quasi come se fossimo stati un gruppo di negazionisti, pazzi che non hanno a cuore la salute propria ed altrui, irresponsabili, per usare solo alcune delle accezioni meno offensive utilizzate.

Pertanto, urge da parte mia una serie di riflessioni sia per spiegare meglio il significato del ricorso al TAR sia per coinvolgere famiglie, istituzioni scolastiche e politiche della nostra città che, a mio avviso, dovrebbero collaborare maggiormente per affrontare la pandemia da Covid 19, ma di sicuro non attraverso la chiusura indiscriminata delle scuole.

La battaglia intrapresa attraverso il TAR ha avuto ed ha un unico obiettivo: quello di riportare Torre Annunziata in Italia, laddove in larga parte del Paese la Scuola, ritenuta strategica per lo sviluppo della nostra nazione, è stata APERTA dal 01 settembre, anche nelle zone rosse, almeno per infanzia, primarie e medie, anche e soprattutto attraverso un sodalizio sociale che ha visto in tutta Italia lottare insieme studenti, genitori, insegnanti e Dirigenti Scolastici.

La pandemia ci accompagnerà nel 2021 e, forse ahinoi, nei prossimi anni con il conforto però, di una campagna vaccinale che nel corso dei mesi ci darà più protezione e più garanzie.

La battaglia per riaprire le scuole non è quella di ridurci al derby NO DAD - PRO DAD, ma è quella di riaffermare anche nel nostro Comune il principio costituzionale del Diritto all’Istruzione che non deve essere in contrasto con il Diritto alla Salute, ma entrambi devono essere difesi insieme.

La Scuola non va più chiusa dopo un anno, ma aperta, vissuta, nel rispetto della normativa anti-Covid, nel rispetto dei protocolli sanitari anti-covid nazionali in caso di contagi intra-scolastici, nel rispetto della salute di alunni ed insegnanti, a mio avviso a maggior ragione a Torre Annunziata, dove la chiusura indiscriminata delle scuole alimenta la dispersione scolastica, rimpinguando le forze alla criminalità.

Ecco cosa vuol dire lottare per riaprire le scuole subito anche a Torre Annunziata! Vuol dire stringere un patto di corresponsabilità a 3 livelli:

1) A livello politico-amministrativo, che dovrebbe occuparsi di più e meglio di far rispettare le norme anti-covid SEMPRE e OVUNQUE sul territorio;

2) A livello delle Istituzioni Scolastiche torresi (Dirigenti Scolastici, gruppi di insegnanti) per il rispetto delle norme anti-covid e dei protocolli sanitari intrascolastici, il cui silenzio mediatico finora ha causato, a mio parere, più rumore di tutto il resto, è stato uno degli elementi più significativi di queste settimane, e che non è più giustificabile da nessuna nuova ordinanza;

3) A livello di tutti i genitori torresi che dovrebbero impegnarsi molto di più per il contenimento del virus in città e nelle famiglie, per favorire il rientro a scuola di tutti i nostri figli.

In altri posti di Italia e della nostra Regione noi genitori ricorsisti avremmo di sicuro ricevuto sostegno e partecipazione in questa lotta a difesa della cultura, a Torre Annunziata purtroppo non è stato così finora, ma non è mai troppo tardi per ricominciare un cammino diverso insieme.

Dr. Raffaele Scigliano