Torre Annunziata. “Dal 2010, Luigi Bollino non era più affiliato al clan Gallo-Cavalieri: lo aveva detto pure al boss Vincenzo Gallo Battipaglia”. Così ieri ai giudici Pasquale Sentiero, il 42enne ora collaboratore di giustizia, ma per anni storico affiliato ai Gallo.

Le sue rivelazioni, Sentiero, le ha fatte in aula nel corso dell'ultimo stralcio del processo alla camorra "Mano Nera". Alla sbarra ci sono proprio Luigi Bollino, ex latitante di 53 anni, e Luigi Savino. Bollino è comparso ieri per la prima volta dinanzi ai giudici del tribunale di Torre Annunziata. Il pm della Dda di Napoli, Sergio Ferrigno, ha chiamato a testimoniare in videoconferenza il pentito di camorra.

“Conoscevo bene Bollino – ha continuato Sentiero – era amico di Vincenzo Gallo 'mezza pallina', con lui faceva le estorsioni. Metteva la sua parte di denaro per acquistare droga all'estero. Poi, Luigi si era dissociato. Forse non ci guadagnava più”. Ma, secondo l'Antimafia, la descritta dissociazione non sarebbe mai avvenuta. Anzi.

Bollino avrebbe infatti continuato a gestire dall'estero una parte dei carichi di droga. Il 53enne, alias 'o studente, è stato estradato pochi giorni fa. Luigi Bollino era finito in manette il 14 gennaio scorso a Nowy Targ, cittadina a 100 km da Cracovia. L'uomo, sfuggito alla cattura il 4 aprile 2013, si era rifugiato in una pizzeria gestita da alcuni italiani in Polonia.

Arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata (tenente colonnello Leonardo Acquaro), 'o studente è ritenuto uno dei narcotrafficanti che riforniscono le piazze di spaccio nell'orbita del clan Gallo-Cavalieri. Bollino, nel 2013, si sottrasse ad un ordine di carcerazione per associazione mafiosa finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti.