“La pioggia di oggi come il pianto della Madonna della Neve. Nonostante questo continuerà a volerci bene e a proteggerci”. Monsignor Russo è dispiaciuto per l’ennesima festa negata dal covid, ma fiducioso che la Vergine Bruna possa continuare a proteggere il popolo di Torre Annunziata.

A causa del covid, infatti, per la seconda volta è stato un 22 ottobre diverso, senza la tradizionale Festa Patronale. Nessuna sfilata per la città, alla presenza di migliaia di pellegrini che ogn’anno si recano per devozione a Torre Annunziata. La cerimonia solenne, coadiuvata da don Emilio Ventre parroco di Boscoreale, ha visto la partecipazione di moltissimi devoti che hanno in breve tempo riempito l’intera basilica.

“Ci dispiace molto che nemmeno quest’anno si sia potuta svolgere la Festa Patronale – ha spiegato una cittadina presente in Basilica -. Purtroppo come risaputo negli ultimi periodi Torre Annunziata sta vivendo un periodo abbastanza buio a causa dei diversi episodi che si sono verificati, ci aspettavamo che magari con il 22 Ottobre si potesse portare un po’ di luce in questa città”.

Al termine dell’omelia, Mons. Raffaele Russo ha voluto ricordare le origini ed i prodigi del quadro della Vergine Bruna soffermandosi sull’evento del 22 Ottobre 1822. In occasione di un’eruzione del Vesuvio che minacciava di travolgere la citta, i cittadini posarono il quadro e la lava si arrestò immediatamente.

“Io ogni mattina – ha ricordato il monsignore - mi affaccio e, guardando il Vesuvio gli dico: ‘lo so che sei il più grande ed il più bello ma, attento a non grattarti, perché poi diventi pericoloso’”, ha concluso scherzosamente ricordando il bicentenario del prodigio che sarà celebrato l’anno prossimo. Con la speranza che il covid venga riposto definitivamente nei brutti ricordi di un tempo passato.

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