Giustizia e informazione: tra giustizia reale e giustizia percepita. Se ne parlerà al Tribunale di Torre Annunziata martedì 11 dicembre, al convegno organizzato dalla sottosezione locale dell’associazione nazionale magistrati.

L’intervento più atteso è quello del dott. Armando Spataro, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino, spesso presente sulle prime pagine dei giornali per le sue dichiarazioni sopra le righe. La partecipazione al convegno sarà l’ultima uscita pubblica del dott. Spataro da magistrato, poiché dopo due giorni andrà in pensione. Il tema dei rapporti tra giustizia e informazione è molto caro al magistrato pugliese, che sul tema ha discettato anche alla scuola di giornalismo dell’università statale di Milano, insieme col cronista Luigi Ferrarella (Corriere della Sera) e coi docenti Gian Luigi Gatta (Diritto penale) e Francesca Ruggieri (procedura penale).

Il convegno che si terrà a Torre Annunziata, nell’aula intitolata a Giancarlo Siani, è stato organizzato dal magistrato Mariaconcetta Criscuolo, presidente della sottosezione torrese dell’ANM e giudice del Tribunale oplontino, di recente impegnata nel processo per il crollo di Rampa Nunziante e in quello dei bolli falsi, che vede alla sbarra 25 imputati.

L’incontro di martedì prossimo sarà aperto dai saluti di rito del presidente del Tribunale di Torre Annunziata, il dott. Ernesto Aghina, del procuratore capo, il dott. Alessandro Pennasilico e dell’avvocato Gennaro Torrese, presidente dell’ordine degli avvocati. Interverranno, oltre al dott. Armando Spataro, il giornalista Rai Fabrizio Feo e il prof. Glauco Giostra, ordinario di procedura penale all’Università degli studi di Roma “La Sapienza”, allievo di Giovanni Conso e membro del Csm, eletto dal Parlamento, nella consiliatura 2010-2014 e presidente della commissione che ha lavorato alla normativa dell’ordinamento penitenziario, di recente bocciata dalle Commissioni Giustizia. Il prof. Giostra si è spesso occupato dell’argomento, pronunciandosi a favore della scriminante dell’esercizio del diritto di cronaca per il giornalista che pubblichi notizie di pubblico interesse, anche se processualmente irrilevanti, operando una sottile distinzione tra notizie di pubblico interesse e notizie di mero interesse del pubblico.

Il tema è molto delicato: da una parte la tutela delle persone coinvolte nei processi (persone offese, indagati, imputati), dall’altra il diritto ad informare e ad essere informati, che trae linfa dall’art. 21 della costituzione, che tutela la libertà di stampa. Diritto che sovente viene affermato dalla corte europea dei diritti dell’uomo, pronta a sanzionare gli stati che adottano normative troppo rigide per i giornalisti. Del resto, già Cesare Beccaria, nel suo “Dei delitti e delle pene”, nel 1764, scriveva <Pubblici siano i giudizi e pubbliche le prove del reato>, sottolineando che <il segreto è il più forte scudo della tirannia>.