Nonostante la pandemia e l’impossibilità di incontrarsi fisicamente il presidio Libera Torre Annunziata, guidato da don Ciro Cozzolino, non ha voluto rinunciare al ricordo di Raffaele Pastore, giovane commerciante oplontino, barbaramente ucciso la sera del 23 novembre 1996 per essersi opposto e aver denunciato il racket.

L’incontro, al quale hanno preso parte numerosi cittadini, ha visto protagonisti, oltre al referente di Libera, anche Beatrice Federico, moglie di Pastore.

“Questa sera, ha esordito don Ciro, noi ricordiamo Raffaele Pastore. Ma questo giorno è anche dedicato a tutte le vittime della camorra a Torre Annunziata”. Il sacerdote ha quindi voluto citare, una ad una, tutte le vittime innocenti di camorra, ricordandone il nome e la data dell’omicidio.

“Credo che sia un atto dovuto, ma anche un momento fondamentale, il ricordo deve essere per tutti noi un’occasione per sottolineare che alcuni non si sono arresi e per avere anche noi la forza di fare altrettanto” ha proseguito il referente prima di procedere alla lettura dei nomi.

Assente all’incontro Mariano De Palma, referente di Libera Campania, ricoverato a causa del Covid, a lui la solidarietà e la vicinanza di tutti i partecipanti.

Don Ciro ha voluto leggere un messaggio scritto, questa mattina, dai suoi studenti i quali hanno voluto ribadire che “Ricordare è importante, è un atto di giustizia nei loro confronti”

“Anche dopo ventiquattro anni le parole dei ragazzi mi mettono un’adrenalina inspiegabile. Le loro parole entrano dentro come un macigno”, ha spiegato Beatrice Federico. Nonostante lo schermo, è riuscita a trasmettere tutta la sua emozione. La vedova ha, infine, ringraziato tutti per l’impegno e il ricordo profusi nel tempo “Vi ringrazio perché riuscite a farmi tenere Lello qui sulla terra sempre”.

All’incontro è intervenuto anche Pasquale del Prete, presidente di FAI l’associazione antiracket di Ercolano. “La camorra la conosciamo bene, sappiamo come fare per difenderci ma non sempre ci riusciamo, ma dobbiamo affrontarla, uniti. È difficile convincere le persone che si può da questa morsa fin quando non si prende consapevolezza che è possibile farlo”. Del prete ha anche ricordato il terremoto dell’Irpinia del 1980 precisando che per quella tragedia furono stanziati molti soldi, occasione ghiotta per la malavita, “Delle disgrazie vive la camorra, la malavita. Per loro esse sono una manna”.

la vittima di camorra

il ricordo di ascione