Recuperato un frammento di proiettile, conficcato nella facciata esterna a pochi centimetri dalla finestra da cui entrò il colpo che uccise Giovanni Veropalumbo.

Sembrano essere ad una svolta le indagini che si stanno sviluppando attorno all’omicidio che sconvolse la città di Torre Annunziata nel capodanno 2007.

La Polizia Scientifica della Questura di Napoli, nel corso della perizia effettuata la scorsa settimana sullo stabile, ha adoperato un microscopio comparatore ad alta definizione e collegato ad una banca dati IBIS in 3D,  - una banca dati di bossoli e proiettili -, un sofisticato drone, e strumenti di misurazione ad alta precisione che si avvalgono di luce laser. Il tutto per chiarire una volta per tutte, a più di 10 anni di distanza, la dinamica dell’omicidio di Giuseppe Veropalumbo, avvenuto nella sera del 31 dicembre, mentre era nella sua abitazione al 9° piano del Corso Vittorio Emanuele III, al civico 9 di Torre Annunziata.

Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, gli agenti del Commissariato di Polizia di Torre Annunziata, con il prezioso contributo della Polizia Scientifica e dei Vigili del Fuoco,  hanno recuperato frammenti di un’ogiva conficcata nella parete esterna accanto alla finestra dell’abitazione della vittima.

Col sopraggiungere della sera, inoltre, grazie alle apparecchiature a laser in dotazione alla Polizia Scientifica, si è riusciti a tracciare la traiettoria dei proiettili che colpirono mortalmente il carrozziere allora trentenne. Le indagini, dopo anni di intoppi e fallimenti, potrebbero arrivare ad una svolta decisiva.

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