Il nome di Aldo Agrillo, classe 1926, resterà saldamente legato alla carta stampata.

Giornalista acclarato del “Roma” dal 1947 sino al 1985, allorquando il quotidiano chiuse i battenti, fu curatore della rubrica “Il Moscone”, raccontando le cronache mondane legate al nostro incantevole Lido Azzurro e alla incantevole zona vesuviana negli anni d’oro del turismo oplontino.

Corrispondente Rai de “Il gazzettino del Mezzogiorno, zona vesuviana”; de “l’Europeo” e del quotidiano romano “La Libertà”; fu, inoltre, direttore responsabile de “Il Gazzettino Vesuviano”, del periodico locale “Stracittà” e del mensile nazionale “Il giornale della polizia di stato”.

Fu direttore dei servizi giornalistici televisivi di “Antenna Vesuvio” che aveva sede nel palazzo della Polizia di Stato al corso Umberto I di Torre Annunziata.

Molto in voga con la sua rubrica “Il Cittadino e il potere”, vantando interviste a ospiti illustri quali l’attuale presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il ministro Pecoraio Scanio, Alemanno e tanti altri ancora.

Fraterno amico di Franco Farro, giornalista de “Il Mattino” e presidente dell’associazione stampa torrese; di Nandino Sfera, emerito giornalista sportivo e di Arnaldo Alfani del quotidiano “l’Unità”.

Aldo Agrillo ha rappresentato per lunghi decenni la voce del popolo vesuviano.

Per un lungo periodo, insieme a Salvatore Di Bartolomeo, è stato curatore di una rubrica di critica d’arte nella terza pagina di “Napoli Notte”.

La sua esperienza annovera anche collaborazioni con il “Giornale di Napoli”, grazie al compianto collega Vittorio Coni già segretario generale del quotidiano Roma.

Tantissime volte in giuria: a Miss Campania Santa Lucia; a Miss Ondina sport sud; al Premio letterario “Città di Oplonti” e al “Primavera Oplontis”.

Negli anni ’60 Aldo Agrillo fu inviato speciale del “Corriere delle vacanze” e del settimanale “Le Ore” diretto da Vittorio Bonicelle ed edito dal nostro rinomato concittadino, il compianto produttore cinematografico Dino De Laurentis.

Nino Vicidomini