“In Campania l’abbandono scolastico è del 19 per cento, a Torre Annunziata è del 27 per cento, una cosa inaudita”. 

E’ preoccupato il rettore dei salesiani Don Antonio Carbone, mentre ha analizzato alcuni dati durante l’incontro promosso dall’associazione “Piccoli Passi Grandi Sogni”, in onore della giornata dedicata ai diritti dei minori. Durante l’incontro si è parlato di abbandono scolastico e diritto all’istruzione. 

Percentuali altamente preoccupanti quelle registrate sul territorio torrese e che in questo particolare momento storico non fanno sperare nel meglio: “Il covid rischia di far morire anche di ignoranza – continua Don Antonio – la cultura morirà, senza le strategie giuste”.

 

Costante e forte è il lavoro che le associazioni locali svolgono sul territorio di Torre Annunziata, in completa armonia e sinergia con gli Istituti scolastici locali. I Dirigenti Scolastici presenti all’incontro, quali Lucia Massimo dell’Istituto “Siani”, Antonella D’Urzo della scuola “Leopardi”, Maria Pisciunieri del 4 circolo “Cesaro” e Daniela Flauto della “Pascoli” affrontano situazioni difficili sul territorio in quanto l’evasione scolastica è un morbo che va combattuto prima tra i familiari e poi tra gli alunni.

“Purtroppo la scuola non viene vista come un riscatto sociale – dichiara la Dottoressa Antonella D’Urzo – Bisogna cercare di incidere oltre che sui ragazzi anche sui genitori per cercare una continuità tra i vari ordini di scuole, dalle elementari alle superiori, così che tutti vogliano poi frequentarle”.

I vari Dirigenti hanno fatto una richiesta specifica: che ci sia una reale rete sociale, una giusta strategia di inclusione e che le istituzioni facciano di più sul territorio: “Purtroppo i ragazzi a Torre ad un certo punto sentono di non avere alternativa – dichiara la Dottoressa Flauto – non ci sono diversivi importanti in questo paese, per potersi riunire o socializzare. Ed è da qui che nasce l’abbandono scolastico e l’inserimento in situazioni spiacevoli e difficili”.

Al riguardo si è espresso Nicola Anaclerio, Dirigente dell’ambito N30: “Stiamo provando a mettere su e formalizzare una rete – dichiara Anaclerio – ma una rete è fatta di nodi e i nodi sono le persone e in questo momento storico mettere in campo tutto quello che vorremmo è difficile. Le associazioni lavorano, conoscono il territorio e ci danno un grande aiuto, e per questo le ringrazio”.