Doveva essere una villetta bifamiliare, invece è diventato un palazzo di cinque piani, “In totale difformità rispetto alla licenza edilizia del 1957”.

Con questa motivazione la terza sezione del Tar della Campania, presieduto dal giudice Anna Pappalardo, ha respinto il ricordo dei proprietari degli appartamenti dell’immobile parzialmente crollato il 7 luglio del 2017. Una tragedia che ha spezzato la vita di 8 persone, tra le quali 2 bambini.

L'ordinanza è stata motivata a causa della licenza edilizia rilasciata nel 1957 rilasciata a Grazia Monfregola. Essa consisteva per una villetta bifamiliare con autorimessa. Un progetto poi completamente cambiato, “con molte più unità abitative rispetto a quelle consentite ed autorizzate, per un totale di 14 alloggi, 39 vani e 28 accessori”.

La richiesta di archiviazione è stata quindi respinta perché “le opere realizzate benché siano state oggetto di rilascio di un certificato di abitabilità nel 1959, nono sono assistite da alcun titolo edilizio e non sono oggetto di alcuna richiesta di condono edilizio. Quindi sono abusivi”.

Ma gli avvocati, Ippolito Matrone e Orazio Abbamonte, che curano gli interessi dei proprietari degli appartamenti del palazzo, non ci stanno e annunciano il ricorso: “Ci rivolgeremo al Consiglio di Stato”.

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