TORRE ANNUNZIATA-TORRE DEL GRECO. Rapinò un “i-phone S6”, nuovo di zecca, a un archeologo piemontese degli Scavi di Pompei: condannato ex pugile. Si tratta di Gennaro Cozzolino, 24enne di Torre del Greco con precedenti specifici. L’atleta, che sul suo profilo facebook, prima della rapina, scrisse “cerco sempre di aiutare il mio prossimo, anche se lui non aiuterebbe mai me”, dovrà scontare tre anni e mezzo di reclusione. E’ il verdetto emesso oggi dai giudici del tribunale di Torre Annunziata. Il pm, per Cozzolino, aveva chiesto una condanna a cinque anni.

LA RAPINA. 13 luglio 2016, via Parini. L’archeologo, dipendente presso gli Scavi, è sul treno e sta usando il suo nuovissimo smartphone. Quando si aprono le porte, l’ex pugile sale a bordo. Gli strappa il telefonino dalle mani, scende e scappa. La vittima insegue il malfattore. Dopo qualche metro il furfante inciampa, cade e viene raggiunto dalla vittima, che rivuole il suo telefono. Il malcapitato è ignaro del fatto che il rapinatore è un vero atleta. Si rialza e inizia a sfogare la sua rabbia: pugni e un calcio addosso al poveretto, che finisce all’ospedale per lesioni giudicate guaribili in 25 giorni. La vittima chiede soccorso, ma invano. Anzi. Qualcuno aiuta l’ex pugile, gridandogli “scappa via, corri. Fai presto”. Poi interviene il personale della Circumvesuviana. Il rapinatore, invece, si allontana.

A stretto giro, sul posto, giunge una pattuglia dei carabinieri. In stazione c’è un uomo che ha scattato una foto al rapinatore. La trasmette a un militare usando una chat. Il carabiniere fa girare l’immagine sul ‘gruppo’ dei colleghi. L’ex pugile viene bloccato da un’autoradio a poca distanza dalla stazione, riconosciuto grazie alla foto arrivata in tempo reale.

“LUI E’ PENTITO”.  “Cozzolino si è pentito, davvero. Il suo comportamento al processo è stato collaborativo. Si tratta di una condanna equilibrata”, il commento alla sentenza dell’avvocato Gennaro Ausiello, difensore dell’ex pugile. Il 24enne resta in carcere a Poggioreale. L’avvocato, anche nell’immediatezza dell’arresto e per ‘aiutarne’ il percorso di recupero, non presentò infatti ricorso al Riesame.