Era il 19 Luglio 1992, una domenica, come oggi, quando in via Mariano D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta persero la vita.

Per ricordare il giudice ucciso dalla mafia e i suoi uomini, Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli ed Emanuela Loi, il presidio libera Torre Annunziata, guidato dal suo referente don Ciro Cozzolino, ha organizzato un evento celebrativo presso la stele del parco “Penniniello”.

Dinanzi alla stele in memoria dei giudici Borsellino e Falcone erano presenti uno sparuto gruppo di cittadini. Molti altri hanno assistito alla cerimonia, incuriositi, dai loro balconi.

Presenti le forze dell’ordine ampiamente rappresentate con uomini e mezzi. A prendere la parola è stato don Ciro Cozzolino, referente di Libera, il quale ha sottolineato il percorso seguito in questo mese di luglio dal presidio locale.

Il primo appuntamento è stato il 4 luglio, giorno nel quale è stato ricordato Luigi Staiano, vittima di camorra per aver denunciato il racket, “in quella circostanza è stato lanciato il messaggio che bisogna avere coraggio per liberarsi dal cancro della camorra “ha esordito il parroco anticamorra.

Il giorno 7 sono state ricordate le vittime della tragedia di Rampa Nunziante. “Un momento di comunione e ricordo per perseguire verità e giustizia” ha proseguito don Ciro.

La commemorazione di questa sera ha visto protagonista il sindaco Vincenzo Ascione che ha deposto un fascio di gerbere gialle a piedi della stele. “La scelta del primo cittadino- ha spiegato- è stata dettata dalla necessità di rappresentare l’impegno di tutte le istituzioni a difendere e proteggere il bene comune. Noi vogliamo liberare la nostra città dalla camorra che è la prima causa di povertà”.

Particolarmente intenso è stata il momento in cui è stato eseguito il “silenzio” per ricordare Borsellino e la sua scorta. La cerimonia si è conclusa con la lettura da parte dei giovani di Libera della biografia del giudice e del discorso pronunciato dallo stesso ai funerali dell’amico e collega Giovanni Falcone.

Fabio Fiorenza