Torre Annunziata ricorda Raffaele Pastore: l'impegno di una comunità nella lotta alla camorra
Voci, storie e riflessioni per non dimenticare
27-11-2025 | di Giada Cuomo
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"Torre Annunziata non deve dimenticare Raffaele Pastore". Si è svolto a Palazzo Criscuolo un evento commemorativo in ricordo di una vittima innocente della criminalità organizzata. A ridosso della giornata internazionale contro la criminalità, la città affronta questo tema ricordando un lavoratore onesto, rispettoso, un padre di famiglia che ha deciso di difendere il suo lavoro, i suoi sacrifici, non piegandosi al malaffare. Libera, Fondazione Polis e Comune insieme per la legalità.
Raffaele aveva 35 anni quando decise di ribellarsi al pizzo. Non volle piegarsi alle continue minacce e intimidazioni, fin quando il 23 novembre 1996 dieci colpi gli furono sferrati e otto andarono a segno. Morì sul colpo lasciando la moglie e due bambini di sette e due anni. Raffaele Pastore è solo una delle tante vittime che si sono susseguite nel corso degli anni, come ricorda il sindaco Corrado Cuccurullo “studenti, marescialli, commercianti, imprenditori e tanti altri”.
L’evento ha visto la presenza delle istituzioni e delle associazioni, ma anche e soprattutto gli studenti dei licei “G. De Chirico” e “Pitagora-Croce”. Un incontro al quale avrebbe dovuto partecipare anche la vedova Beatrice Federico che a causa di un imprevisto non ha potuto presenziare, ma che ha visto gli interventi di tutte quelle associazioni che si battono sul territorio contro la criminalità organizzata.
“Pastore si è battuto per tutti, non solo per sé stesso. Ma ciò che ha permesso alla criminalità di ucciderlo e che le permette ancora oggi di poter operare ed agire è la solitudine e l’isolamento in cui molto spesso queste vittime si trovano a vivere - afferma Pasquale del Prete, rappresentante della Rete FAI Antiracket - Raffaele, così come molti altri, si sono trovati isolati, allontanati dagli altri per paura e risentimento e hanno pagato con la vita questo loro atto di coraggio. Ma oggi non possiamo che ringraziarli”.
A intervenire anche Tania Sorrentino, in qualità di vicesindaco, soprattutto in quanto vedova Cerrato e come vittima di questa realtà ingiusta e crudele. "Fare memoria significa darvi una scelta, farvi capire che persone volete essere e ciò che non volete essere. Questo è un atto di responsabilità per chi ha subito e per chi vorrebbero che gli altri non subissero queste azioni"
“Dobbiamo ricordare Torre Annunziata, non come una città malata - aggiunge il sindaco Corrado Cuccurullo - ma come una città partigiana che nonostante tutto combatte e si rialza”. Durante il suo intervento il primo cittadino ha anche parlato di Palazzo Fienga e del progetto di demolizione che verrà attuato a fine febbraio, portandolo come esempio dell’impegno e dell’attenzione che le istituzioni hanno verso il nostro paese.
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