Ritardi nella consegna dei documenti alla Commissione d’Accesso, delibere di giunta che vanno nella direzione opposta alla naturale esigenza di trasparenza. A Torre Annunziata si fa sempre più concreta l’ipotesi della fine anticipata dell’amministrazione targata Ascione. Il sindaco oramai, sempre più solo, privo di strategia e visione politica, va avanti alla giornata, senza riuscire a dare impulso all’attività politica e amministrativa. Gli ultimi due consigli comunali hanno dimostrato che, al momento, solo l’aritmetica consente ad Ascione di guidare ancora l’amministrazione. Solo 11 consiglieri (compreso il presidente del consiglio) sono al suo fianco, per il momento.

Una caduta di credibilità certificata anche dai notevoli ritardi nella produzione dei documenti da fornire agli ispettori inviati dal Prefetto per fare chiarezza su tutti gli atti dell’amministrazione. Ritardi solo in parte derivanti dalla carenza di personale negli uffici. A questo si aggiunge la delibera di giunta dei giorni scorsi che smonta i controlli anticorruzione. Insomma tutta una serie di scelte che testimoniano come il sindaco non abbia ancora compreso che la situazione è seria e che i tre ispettori non sono venuti a Torre Annunziata a fare un giro turistico. Sono qui per capire se nel comune di Torre Annunziata ci sono infiltrazioni e corruzione (oltre quella già emersa dalle indagini di Procura e Guardia di Finanza).

In tutto questo, ad intervenire sulla vicenda politica, è il PD cittadino, ex partito del sindaco, che da mesi ha scaricato il primo cittadino chiedendone le dimissioni.

"Appare ogni giorno più evidente la caduta di credibilità amministrativa e istituzionale del Comune di Torre Annunziata e la difficoltà ad affrontare anche le questioni ordinarie – si legge in una nota a firma del commissario cittadino Paolo Persico - Si susseguono atti e ritardi che segnalano l'assenza di consapevolezza dei problemi. Non si può rispondere alla domanda di trasparenza e legalità, compiendo passi indietro sulle misure adottate in materia di anticorruzione; non si può non offrire la massima collaborazione alla commissione d'accesso nominata dalla Prefettura; non si può non effettuare una discussione di merito, come chiesto dal gruppo consiliare del PD, sui beni confiscati per superare le gravi carenze di un atto deliberativo predisposto in modo approssimativo e frettoloso. Non si può abbandonare un processo di discussione pubblica, partecipata e chiara sui temi urbanistici, avviata dopo l'approvazione del preliminare del PUC nel marzo scorso, lasciando  tutto nel sonno e nella nebbia. Dopo il tentativo di dare una svolta nei mesi scorsi, impegnando personalità autorevoli e credibili come Lorenzo Diana e Stefania Caiazzo,

abbiamo registrato resistenze e limiti seri che ci hanno portato a considerare esaurita un'esperienza. E' il tempo di una scelta, chiara e netta, nell'interesse della città: 

favorire l'insediamento di un organismo straordinario che assicuri terzietà e incisività in questa fase così delicata. Siamo convinti – si conclude la nota PD - che attraverso questa strada si potrà aprire un percorso per dare nuova legittimità democratica alle Istituzioni politiche e amministrative della città”.    


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