E’ andato deserto il consiglio comunale di questa mattina a Torre Annunziata. La mancanza di numero legale ha fatto spostare tutto a domattina con la seconda convocazione prevista per le 9,30. Solo qualche cambio di nomina e vari debiti fuori bilancio da approvare in quello che con tutta probabilità sarà l’ultimo consiglio comunale del 2022.

Questo ha portato a una nuova riflessione del commissario del Pd cittadino Paolo Persico. “La mancata Assise di stamane conferma la confusione e la debolezza politica della maggioranza e della Giunta attuale.Tutto questo caos avviene mentre si discutono alcune scelte strategiche per la città.

Scelte che rischiano di essere assunte in modo opaco e senza un confronto chiaro e trasparente.

E’ necessaria una discussione pubblica da tenere non solo nelle sedi istituzionali ma soprattutto con le associazioni, le forze politiche e sociali, i cittadini”.

Il 15 gennaio prossimo scade il termine per presentare i progetti - da parte dei comuni e degli altri Enti - al Ministero per il sud per la definizione del “Contratto istituzionale di sviluppo dell’area Vesuvio-Pompei”. “Uno strumento che rappresenta uno degli assi fondamentali per l’utilizzo delle risorse europee -ha proseguito Persico- Si tratta di scelte che incideranno in modo robusto sul futuro dei nostri territori. Rispetto a ciò vi sono due esigenze alle quali non si può rinunciare: la coerenza con gli obiettivi di crescita e di sostenibilità dettati dagli standard europei e il recepimento delle scelte nel PUC e comunque in un disegno urbanistico futuro della città rimuovendo interventi estemporanei ed incoerenti”.

Per tali ragioni è urgente oltre che necessario un confronto in sede di commissioni consiliari e la predisposizione di un programma di incontri capaci di innescare una trasparente concertazione con le forze sociali e le associazioni.

Poi ha aggiunto. “Bisogna fare presto e bene. Non replicando ciò che sta accadendo con il PUC che, dopo l’approvazione del preliminare e il confronto - pubblico e trasparente - avviato dall’allora assessore all’urbanistica prof.ssa Stefania Caiazzo (dimessasi ormai da mesi) è arenato in una nebulosa “cabina di regia”. Vanno evitate le esperienze negative consumate con il Contratto d’area e va attivato ogni strumento per stanare interessi opachi.

Il Contratto istituzionale di sviluppo insieme al riutilizzo dei beni confiscati alla camorra possono costituire una grande opportunità per il Mezzogiorno e per la nostra area.

Ma bisogna cambiare metodo. E’ incredibile che la delibera di acquisizione di 14 beni confiscati venga riproposta in consiglio senza un minimo di discussione e di approfondimenti nelle competenti commissioni consiliari come richiesto dal gruppo consiliare del Pd. Per gli stessi beni confiscati è in itinere un altro "Contratto istituzionale di sviluppo" dotato di ingenti risorse su cui la nostra area territoriale può svolgere un ruolo importante.

Su questi punti incalzeremo ogni giorno l’attuale amministrazione e proseguiremo il confronto con le forze che hanno davvero a cuore il bene comune e gli interessi della città”.


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