“Dinanzi a uno scenario che vede Torre Annunziata senza un visione strategica di sviluppo era impossibile far finta di nulla. Inutile, poi, adottare il vecchio e incomprensibile linguaggio ‘politichese’ con il quale Sarracino ha definito ingenerosa la condotta di Germaine Popolo, l’unica ad aver avuto invece il coraggio di dire le cose così come stanno”.

E’ questa la reazione del segretario cittadino del PD Francesco Savarese all’indomani dell’attacco del segretario provinciale Marco Sarracino. Una presa di posizione in difesa della consigliera comunale Germaine Popolo, che ha deciso di astenersi dal voto nel corso dell’ultimo consiglio, dedicato all’approvazione del bilancio.

Una reazione che rischia di provocare una reazione a catena all’interno nella scala gerarchica del partito. “Chi oggi ha deciso di restare nel Pd – ha continuato Savarese - ha scelto di non avere più caporali politici, di non piegarsi all'arroganza di chi rifiuta un dialogo, di non essere più disposti a rinunciare a ogni critica oggettiva e leale. Sarracino pensasse a fare campagna elettorale per il Pd, che alla nostra ci pensiamo noi con dignità, senza nascondere la polvere sotto il tappeto”.

La decisione di Germaine Popolo di astenersi dal voto non è stata frutto di una decisione d’impeto: “E’ stata una scelta concordata con il partito napoletano e con il circolo locale, viste le numerose criticità espresse dai revisori dei conti – ha spiegato la Popolo -. Continue anticipazioni di tesoreria, mutui, mancate assunzioni di personale dei vigili urbani, un mancato piano parcheggi ma anche altro, come la gestione dello stadio Giraud e il pagamento del fitto mensile per i locali dell’archivio comunale, chiusi da almeno un anno”.

Il circolo locale quindi si dissocia dalla linea politica dell’amministrazione comunale, ma non si tratta di una rottura definitiva: “Vogliamo assumere una posizione critica nei confronti dell’operato della giunta – ha concluso Germaine Popolo -. Un invito per il futuro a fare di più e meglio nell’interesse della città”.

La critica