"Il Comune intervenga con urgenza e sensibilità per porre rimedio a questa incresciosa situazione. Non possono e non devono esistere vittime della criminalità di serie A e vittime di serie B". Continuano le polemiche sulla decisione del Comune di Torre Annunziata di sfrattare la vedova Veropalumbo. Una procedura, che seppur legittima, ha innescato una mobilitazione su più fronti in sostegno di Carmela Sermino e sua figlia Ludovica. Sulla vicenda è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle con una nota a firma del consigliere comunale Salvatore Monaco e del referente territoriale Salvatore De Simone. "Sindaco, se ci sei batti un colpo". 

L'appartamento, strappato al boss Agretti, fu assegnato alla famiglia Veropalumbo nel 2016 a condizione che fosse istituito uno spazio destinato ai familiari delle vittime innocenti di camorra. "Dopo i nove anni concessi dall’amministrazione Starita, riteniamo che vi fossero le condizioni per prorogare ulteriormente la permanenza. Così, purtroppo, non è stato. Pur riconoscendo la piena legittimità delle procedure adottate, riteniamo che questa vicenda non possa essere assimilata ad altre confische effettuate sul territorio".

Nel frattempo, nel tentativo di scongiurare lo sfratto, è stata lanciata una petizione che in pochi giorni ha ottenuto già migliaia di firme. "Giuseppe Veropalumbo è stato una vittima innocente della criminalità organizzata, ucciso in modo del tutto accidentale proprio in questo periodo festivo: la sua memoria merita rispetto e considerazione. È importante sottolineare che l’immobile occupato si trova in un condominio densamente abitato, dove il Comune non potrebbe comunque destinare attività di pubblico interesse di ampia portata", conclude il documento.
 

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