TORRE ANNUNZIATA. "Per i rom non abbiamo nessun piano di sistemazione alternativo. Perchè avremmo dovuto? Era un'ordinanza di sgombero, stop. Ed è stata eseguita". Il sindaco Giosuè Starita così conferma, laconico, che il Comune di Torre Annunziata non ha pronto alcun progetto di campo nomadi - attrezzato a norma - che in città possa ospitare i 40 rom, sfrattati due giorni fa dalle baracche in legno e mattoni di Largo Macello.

Sgombero correlato alla ultimazione dei lavori per un'opera infrastrutturale strategica: la bretella di collegamento porto-autostrada. L'ex campo nomadi abusivo, infatti, insisteva anche lungo via D'Angiò, arteria interessata dal completamento dei lavori utili al rilancio dell'economia portuale torrese. La risposta del sindaco alimenta la polemica sull'insorgere di una possibile emergenza umanitaria con le ONLUS cittadine. Tra queste, la neonata associazione di promozione sociale UBUNTU, che con il contributo dell'Arciconfraternita San Rosario ha acquistato una roulotte per Sonia, 30 anni, nella foto. Marito in galera, la più povera del campo. E soprattutto sola, oggi, con 4 bimbi da crescere. La più piccola ha 5 mesi.

Venti rom sgomberati hanno preso in affitto un terreno incolto alle pendici del Vesuvio, località Boscotrecase: da oggi vivranno lì. Chi non ha potuto perchè troppo povero, invece, sta trascorrendo anche le ultime gelide notti accampato nel cortile dell'ex scuola media Morrone di Largo Genzano. "Una condizione disumana - il commento di Olimpia Barba, portavoce di UBUNTU, 19 associati oplontini ma con vicepresidente il senegalese Ndemba Djeng, da anni residente in città - . Chi è accampato nel cortile non ha nè acqua, nè corrente. Mancano pure i bagni chimici. I rom sono esseri umani, come tutti. Ma a Torre Annunziata non c'è rispetto per nessuno tra i più poveri. Siano essi italiani o di etnia rom".

Condizione "disumana" che UBUNTU, raccogliendo la somma di mille euro anche grazie ad una cospicua donazione dell'Arciconfraternita, ha quantomeno evitato a Sonia, la più sfortunata dell'ex baraccopoli. I soldi hanno consentito alla ONLUS di acquistare una roulotte nuova di zecca per la giovane rom ed i suoi 4 bimbi. Sonia ha già spostato i pochi mobili che possiede all'interno della sua casa mobile. Per lei è quasi un sogno. "Non potevamo consentire - prosegue la Barba - che una neonata di nemmeno 5 mesi passasse la notte al gelo. Ora Sonia è in un campo attrezzato a Secondigliano. Non so se vorrà mai ritornare a Torre Annunziata. La raccolta fondi? Abbiamo supplito all'assenza del Comune ed al silenzio delle istituzioni. La vicenda, noi di UBUNTU, la seguiamo da mesi. Dispiace anche leggere su facebook commenti come "finalmente gli zingari sono andati via". Ripeto. Anche loro sono esseri umani".

Ieri mattina, alle 9 in punto, due ruspe sono entrate in azione per abbattere le ultime 15 baracche, rimaste in piedi nell'ormai ex campo rom in zona porto. Ma Palazzo Criscuolo è rimasto silente sulla individuazione di un'area, che ospitasse un secondo campo nomadi attrezzato con container e bagni chimici. "Eppure - conclude la portavoce di UBUNTU - con il sindaco Starita abbiamo avuto tre incontri. Due ufficiali, al Comune. Uno in veste informale, presso il suo studio privato. Ci aveva detto di aver individuato tre aree alternative, tra le quali avrebbe scelto per installare un nuovo campo. Da dicembre in poi è calato il silenzio, tutto è rimasto una mera promessa. Ed i rom, ora, hanno una vita stravolta per l'ennesima opera che resterà incompiuta. Perchè i lavori alla bretella sono stati finanziati soltanto in parte". 

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