Torre Annunziata. Quattro mesi di stipendi arretrati, anche gli ammortizzatori sociali ed i contratti di solidarietà sottoscritti ormai non bastano più: cresce il dramma lavoro per i 150 dipendenti della "ITS Lab" srl, la società di servizi informatici nata come la "Fabbrica del software" e con sede dal 2006 in via Terragneta, nella zona dell'ex Dalmine.

Oggi, ingegneri, sviluppatori e "tester", che lavoravano soprattutto grazie alle commesse assicurate dall'ex colosso "Ericsson", hanno incrociato le braccia per 4 ore, aderendo così allo sciopero indetto dalla Fiom-Cgil. Una delegazione di 50 lavoratori - tutti rischierebbero il posto già entro la fine del 2017 - ha organizzato un presidio di protesta andato in scena al Centro Direzionale di Napoli, all'isola A6, presso la sede dell'assessorato al Lavoro della Regione Campania.

I lavoratori, accompagnati dai delegati sindacali, hanno chiesto in Regione l'apertura urgente di un tavolo tecnico ed interistituzionale - che coinvolga il neosindaco Vincenzo Ascione insieme alla nuova amministrazione comunale di Torre Annunziata - per la gestione della crisi. "Una crisi che parte da lontano - ha sottolineato il delegato RSU, Francesco Topa - . Eravamo in 300, ora siamo dimezzati. La società, dopo i tagli decisi dalla 'Ericsson', ora non ha più commesse e registra un bassissimo flusso di cassa".

Il timore nutrito anche dai sindacati è che i libri contabili dell'azienda, in passato definita come una vera e propria “Silicon Valley”, molto presto possano addirittura finire in Tribunale. "Oggi - il commento di Adele De Cocco, segreteria Fiom-Cgil di Napoli - ricevuti da un funzionario dell'assessorato al Lavoro abbiamo chiesto l'apertura di un tavolo anticrisi da attivare entro i primi giorni di Luglio. A quel tavolo - conclude - dovrà sedersi anche l'assessore regionale alle Attività Produttive. La strada per salvare 150 posti di lavoro passa necessariamente attraverso l'individuazione di nuove partnership imprenditoriali".