Torre Annunziata. “La colpa dello stop è solo mia, ma stiamo facendo una corsa contro il tempo in Prefettura. Col certificato antimafia a posto, i bambini torneranno alla ludoteca entro un mese”. E’ l’impegno assunto dal dirigente di Piano dell’Ambito 30, Porfidio Monda, nei confronti della mamme di Torre Annunziata e di Trecase, che oggi hanno inscenato un sit-in di protesta al secondo piano della ludoteca comunale di via Parini. Ludoteca chiusa d’improvviso, 47 giorni dopo la sua inaugurazione (vedi link correlato, ndr): più di cento bimbi – dagli uno ai tre anni – lasciati a spasso per “la necessità di integrare l’interdittiva antimafia”, anche a carico di chi convive con i titolari delle imprese (le Cooperative ‘Giovanile/Emora’ di Nocera), vincitrici dell’appalto da 329 mila 596 euro per la gestione del servizio.

Ad imporlo è una legge del 2015. Legge “sfuggita” allo stesso dirigente ed all’Ambito Sociale 30, che comprende anche i Comuni di Boscotrecase e Boscoreale. L’ordine d’integrazione è partito dal Ministero dell’Interno, che il 29 marzo scorso ha inviato una nota tassativa in via Parini. Nel frattempo, la ludoteca (a differenza dell’asilo nido, mai partito) aveva già 6 classi piene di bimbi: “o integrate, o i fondi Pac ve li diamo a settembre” – il sunto della nota ministeriale - . Così due nuove certificazioni antimafia, relative ai conviventi dei titolari delle aziende (costituite in ATI e non ancora iscritte a pieno titolo nella ‘white-list’ della Prefettura), sono state spedite a Napoli il 15 aprile.

La risposta del Prefetto potrebbe giungere anche prima del prossimo 15 maggio. Altrimenti, precisa Monda, “scatterà il silenzio-assenso e la ludoteca riaprirà i battenti solo tra 30 giorni”. Ad assumere l’impegno nei confronti di mamme ed insegnanti, queste ultime trinceratesi dietro un incomprensibile ‘no-comment’, anche il neo assessore alle Politiche sociali del Comune di Torre Annunziata, Anna Pinto.      

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La protesta