Nunzio Ariano di nuovo a processo per una mazzetta di duemila euro versata da un imprenditore in cambio di lavori edili commissionati dal Comune. Il copione sembra identico, ma in realtà si tratta del secondo capitolo della Tangentopoli a Torre Annunziata. La Procura di Torre Annunziata ha chiesto il giudizio immediato per l'ex dirigente di Torre Annunziata. Questa volta l'ex capo dell'ufficio tecnico è accusato di corruzione per i lavori ad un asilo nido. E' un altro filone delle inchieste a suo carico, dopo la prima condanna a sei anni per la tangente intascata alle sette scogliere. 

E' lo stesso Amedeo Carluccio, titolare dell'impresa edile Edil Agi, a confessare agli inquirenti di avere pagato tangenti all’ex capo dell’Utc di Torre Annunziata.

L’imprenditore ha parlato della mazzetta riguardante i lavori all’asilo nido in via Parini. Un appalto da poco meno di 40mila euro, proprio di poco sotto la soglia che consente la procedura di somma urgenza. Nel corso degli interrogatori l'imprenditore ha parlato della trattativa che ci fu con Ariano proprio negli uffici comunali di via Schiti. “Mi convocò e mi disse che solo alla fine dei lavori gli avrei dovuto riconoscere un regalo”.

Un regalo che però non piacque all’ingegnere, che incontro l’imprenditore la sera del 23 dicembre. Assieme a Ariano era presente, come si è evinto dall’intercettazione, anche la moglie “Ci avvicinammo alla recinzione della villa comunale, sotto villa Parnaso. Io gli consegnai 2mila euro, ma lui stizzito mi disse che se ne aspettava 5mila”.

Pochi giorni dopo il Comune liquidò la fattura emessa da Carluccio per non perdere i fondi regionali che andavano spesi entro la fine dell’anno solare. Ora Ariano rischia una nuova condanna per "quel regalo non gradito". 


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