Le donne sembrano essere diventate il tallone di Achille del rimpasto nella giunta di Torre Annunziata. Non che si stia rimandando da quasi un anno per questo motivo, sia ben chiaro. È noto che da tempo i partiti non riescono a trovare una sintesi che, forse, se si vogliono ascoltare le ‘male lingue’, qualcuno sta tardando apposta. Sta di fatto, però, che nelle ultime ore la presenza nel governo cittadino del gentil sesso è divenuto l’ennesimo pomo della discordia.

In una squadra a 7, infatti, almeno 3 assessori devono essere donne. In questo caso, con la riconferma di Jolanda Russo e Fausta Cirillo, ne mancherebbe ancora una terza che nessun partito vuole esprimere. Il PD sembra che abbia scaricato ‘l’incombenza’ ai piccolini della compagine di maggioranza, avendo già proposto in passato Raffaella Celone. Se Russo fa riferimento a Nuovo Centro, la scelta dell’ultimo assessore donna si restringe ai gruppi di Roviello e De Stefano. Mentre il primo non ha alternative rispetto al nome di Pagano, il secondo può contare su un ventaglio di nomi tra cui anche qualche donna ma, secondo indiscrezioni, non vuole una scelta imposta. In buona sostanza De Stefano  è pronto calare le due opzioni: oltre Colletto, può scegliere come ‘quota rosa’ anche Imma Di Maio. Però preferirebbe che ad optare per una donna sia Roviello.

Insomma, il cerchio si è ristretto ma non si legge ancora la parola fine di questa lunga saga.


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