Tra proposte e una politica da cambiare. Così Pierpaolo Telese, consigliere comunale di opposizione di Torre Annunziata, ha parlato a 360 gradi della situazione che si sta vivendo tuttora in città. Non sono mancate critiche dirette a assessori e consiglieri che hanno deciso di cambiare maglia passando in maggioranza.

Consigliere negli ultimi giorni sta tenendo banco la questione della riapertura delle scuole. Da componente della Commissione Pubblica Istruzione, qual è il suo pensiero?

“E’ stata un’estate particolare, giunta tra i due picchi della pandemia. A differenza di maggio la Regione Campania è prima nella classifica dei contagi e inoltre veniamo da una fase di riapertura. Le responsabilità vanno divise. Il Governo Nazionale ha messo in campo delle risorse che sono arrivate ai Comuni solo alla fine di agosto. Nel corso di questi mesi a Torre Annunziata l’attenzione, e ne sono testimone visto che faccio parte della Commissione Pubblica Istruzione, è stata spasmodica. E’ stato svolto un lavoro propedeutico di raccordo con le dirigenze scolastiche, che purtroppo non ha visto il concludersi di questo iter. Quindi arriviamo in affanno, ma non per colpe nostre. Tutto ciò è avvenuto grazie a un’attività intensa della presidente Giovanna Cirillo e del sindaco stesso. Ma con la latitanza dell’assessore Roberta Ramondo, che su piccoli e grandi temi è stata assente. Anche su indicazioni, che come commissione avevamo fornito, come l’apertura di un punto di stampa e fotocopie per gli alunni durante il lockdown. Senza dimenticare la procedura per i fondi dei centri estivi, per i quali si è dovuta interessare l’assessore alle politiche sociali Martina Nastri. Tutto questo perché mancava la figura politica di indirizzo. La sua nomina è stata un bilancino nell’ambito della politica, con la p minuscola. E’ arrivata come un cadeau ricaduto su Torre Annunziata, ma dal punto di vista anche di legame con il territorio non ha nulla a che vedere con questa città. Credo che vada messa una toppa, ma non solo lì”.

A quale altro assessore si riferisce?

“Non posso non sottolineare i fallimenti dell’assessore all’ambiente Bruno Orrico. Sulla vicenda più generale dei centri di aggregazione, come la villa comunale, ci ha regalato un’estate da dimenticare. Poiché siamo in una città nella quale la responsabilità politica non paga mai si va avanti così. Su questo c’è bisogno di registrare un cambio di rotta”.

Eppure non sono mancate le dure critiche nei confronti del suo operato come consigliere di opposizione.

“Abbiamo evitato di fare i “Masanielli” per strada durante il lockdown. Le critiche credo che provengano da chi voleva fare la stampella e non l’ha fatta o da chi voleva svolgere dei ruoli e non li ha svolti. Personalmente io ho ricevuto varie telefonate di apprezzamenti e di stima per quello che ho tentato di fare. Poi chi è in malafede critica. A Torre Annunziata c’è un’opposizione seria, che offre un contributo alla città. Non ci sono i Matteo Salvini o le Giorgia Meloni. Anche nell’ultimo voto sul bilancio consuntivo ho usato parole al vetriolo per evidenziare un fallimento dal punto di vista amministrativo. Ancora oggi non è possibile immaginare dei progetti che avverranno tra dieci anni. Quel famoso “Libro dei Sogni” va almeno iniziato a sfogliare”.

Qual è il suo punto di vista sulla sanità locale?

“Io so benissimo quella che era la sanità prima e quello che è oggi. Credo che un rilancio dell’insediamento ospedaliero, attraverso investimenti debba essere sull’agenda politica di questo territorio. Vanno comunque allontanate manovre strumentali. A proposito dei no propagandistici c’è chi si nasconde dietro le astensioni tattiche, per chiedere poi al Consiglio Comunale delle azioni su cui  bisognerebbe essere più attivi dal punto di vista politico”.

Negli ultimi tempi si è anche parlato della riconversione delle Cisterne Isecold.

“Io credo che l’opposizione  debba anche svolgere un ruolo di proposta.. E infatti nelle Commissioni ho avanzato un’idea per la riconversione. Lì si stanno svolgendo i lavori per il Parco Urbano. All’interno sono previste infrastrutture che interessano il terziario. Si dovrebbe riconvertire l’intera area per dire al privato che siamo contro l’attività che svolge perché la riteniamo pericolosa e dannosa per l’idea di sviluppo del territorio. Dopo 40 anni è giusto che Torre Annunziata si occupi di ciò che deve diventare il porto”.

La criminalità continua a far paura a Torre Annunziata. Quali sono le sue idee sul profilo della sicurezza.

“Nel 2017 qualcuno additava a ragazzate gli scontri a fuoco che c’erano in Curva. Invece, si stava creando un curioso fenomeno criminale. Ragazzini, diretti da persone più scafate, si sono organizzati in quelle che oggi sono gang a tutti gli effetti armate fino ai denti. E’ una scia di violenza, che investe tutta la città e rappresenta un fenomeno sul quale bisogna intervenire. Le pattuglie dell’esercito richieste e forse annunciate non mi pare siano mai arrivate. E nel frattempo lo scenario è peggiorato. Per beccare i pesci più grandi c’è bisogno di tempi piuttosto lunghi. Quindi serve più repressione. Da Torre deve partire una forma di sperimentazione nella disaggregazione familiare. Dobbiamo chiedere che il Governo discuta di questi fenomeni, arrivando anche a dividere i componenti dei nuclei criminali, soprattutto i minori”.

C’è subbuglio anche intorno ai lavori da svolgere allo stadio Giraud.

“Se ne parlò in Assise nel 2017. Fu approvata una convenzione che prevedeva un finanziamento di 700mila euro. Io espressi astensione e tramite un post sul mio profilo Facebook dissi che mi preoccupava la capacità di realizzazione e gestione di un impianto mangiasoldi. Ora bisogna specificare che c’è stato il periodo Covid e l’inasprimento dei regolamenti. Solo con fondi esterni si può arrivare a ristrutturare il Giraud. Ed è questa una strada che io stesso ho suggerito al sindaco. Se dovrò esprimermi attraverso un voto, voglio che insieme alla richiesta per attingere al Credito Sportivo ci sia il piano di gestione della struttura che deve essere affidata a terzi. Perché lo stadio, finché rimarrà nelle mani dell’Ente, non godrà mai di un serio sviluppo”.

Dopo le elezioni è previsto un nuovo rimpasto di Giunta. Cosa si aspetta?

“Siamo più dinanzi a uno scenario culinario che politico. Qui c’è una fame senza limiti di coloro che professano di rappresentare partiti. Non è una questione di accontentare un consigliere. Nel corso del tempo singoli pezzi di quella che era l’opposizione sono andati in maggioranza. Tutti questi passaggi non sono stati accompagnati da nessun documento politico. Mai un’inversione di tendenza sugli aspetti programmatici, che avrebbero dovuto essere almeno modificati. Nell’ultimo consiglio comunale Ermando Piccirillo, ultimo a decidere di lasciare l’opposizione, ha solo alzato la mano per approvare il bilancio consuntivo 2019 e non ha avuto la dignità di motivare quella scelta positiva. Se vogliamo salvare la faccia, prima di parlare di poltrone si dovrebbe focalizzare l’attenzione sugli asset programmatici”.