“Avrò anche commesso degli errori, ma le motivazioni non sono veritiere”. Il segretario cittadino del Partito Democratico di Torre Annunziata, Ciro Passeggia, rompe il silenzio dopo l'autosospensione di tredici membri del direttivo. “Ho il massimo rispetto per l’opinione dei firmatari che sin dal congresso hanno osteggiato l’azione politica del Circolo e della maggioranza. Provo rispetto, accompagnato da una caritatevole comprensione umana, anche verso i componenti che avevano sostenuto la mia candidatura e che oggi hanno cambiato idea”, scrive in una nota replicando alle accuse.

"Ho appreso dalla stampa che, mentre l’Assemblea nazionale del Pd svoltasi a Roma, sanciva una più larga unità del partito nazionale in vista delle prossime elezioni politiche tredici componenti del Comitato Direttivo del Circolo di Torre Annunziata, con una nota indirizzata al Segretario Regionale e al Segretario Metropolitano, hanno comunicato la loro volontà di autosospendersi dall’organismo di cui fanno parte. Il documento non è stato indirizzato a me ma l’obbligo della correttezza appartiene a quanti praticano quel valore. Ogni scelta, in democrazia, è legittima ma la narrazione prospettata e le motivazioni addotte, a mio giudizio, non sono veritiere". 

I firmatari accusano il segretario Passeggia di essere responsabile di un grave immobilismo, che avrebbe portato alla totale assenza di iniziative politiche negli ultimi sei mesi. Una posizione avallata anche dai Giovani Democratici che, con una nota diffusa ieri alla stampa, hanno dichiarato necessario l'azzeramento della classe dirigente del circolo cittadino. Nel frattempo, Passeggia rispedisce le accuse al mittente, difendendo il suo operato. 

“Non replicherò perché non intendo alimentare rissosità; attendo, invece, fiducioso le determinazioni degli organismi ai quali mi sono rimesso, qualsiasi esse siano. Resto a disposizione del Partito Democratico che considero un luogo fondamentale di confronto e di partecipazione democratica; per me il PD non sarà mai una sosta temporanea all’interno di tour infiniti nei territori della convenienza o una porta girevole nella quale si confonde o si sovrappone la cultura della destra e quella, che sento profondamente mia, di centrosinistra”, conclude il segretario.

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