La cittadella giudiziaria di Torre Annunziata è in stand-by. Continua, infatti, il lungo trasloco (iniziato lo scorso 24 novembre) che porterà allo spostamento delle sezioni civili e del lavoro nel nuovo Palazzo di Giustizia di Corso Umberto. Udienze ancora sospese, fino al 17 gennaio, ma gli avvocati oplontini stavolta non ci stanno e, dopo il terzo decreto di stop, si fanno sentire. Il presidente dell'Ordine, Gennaro Torrese, prende così carta e penna, chiedendo spiegazioni al presidente del Tribunale Oscar Bobbio.

"Le ripetute proroghe della ripresa dell'attività giudiziaria - esordisce Torrese in una lunga lettera - in un periodo di profonda crisi dell'Avvocatura, inducono l'Ordine a sollecitare un ripensamento dell'organizzazione in atto che consenta al più presto una ripresa graduale delle attività giudiziali". Il cronoprogramma dei lavori non è stato rispettato. Inizialmente, infatti, la data limite del trasloco fu fissata al 6 dicembre. Da qui, la preoccupazione dell'intera classe forense: "Gli avvocati - continua il presidente dell'Ordine - lamentano difficoltà nella gestione della clientela che, in ogni caso, non riesce a comprendere nè la complessità della situazione nè il prolungarsi della stasi".

Situazione intricata, dunque, anche a livello organizzativo, dato l'accorpamento in un'unica struttura delle ex sezioni distaccate di Castellammare, Sorrento e Torre del Greco. Il pericolo di una vera e propria congestione di cause è insomma dietro l'angolo. "Sarà necessario - conclude in merito Torrese - rinfoltire l'organico per le attività di cancelleria, così consentendone l'ordinario disbrigo almeno per motivate esigenze d'urgenza"

Il decreto