Giuseppe Veropalumbo, ucciso a Torre Annunziata nella zona del Quadrilatero delle Carceri, il giorno di Capodanno di 13 anni fa, è stato ricordato dall’Associazione a lui dedicata.

“Oggi, caro Peppe, ti abbiamo voluto ricordare con una Santa Messa presso il cimitero di Torre Annunziata – scrivono - e abbiamo deciso proprio il giorno di Santo Stefano, non solo perché è il primo dei martiri, ma il modello di ogni martirio: nella morte di santo Stefano appaiono tutti gli elementi ricorrenti ogni volta che qualcuno viene ucciso a causa della fede”.

“Il fastidio provocato in chi non comprende la saggezza del Vangelo, le “scuse” e le false accuse e poi l’aggressione e il perdono degli aggressori da parte dei martiri, oltre all’intaccabile fiducia di essere accolti tra le braccia di Dio. La storia di Stefano ci ricorda che credere non è facile e che il Vangelo non è un semplice appello a essere “più buoni”, bensì un potente strumento per cambiare il mondo. Ecco perché destabilizza i potenti, che con ogni mezzo nei secoli hanno cercato di mettere a tacere la voce di chi porta il messaggio del Risorto”, conclude il messaggio di ricordo.