“Presi a prestito da lui 30mila euro nel 2008. Soldi da restituirgli con interessi del 10% mensili. Pagai a Franco Immobile per tre anni 3mila euro al mese, poi non avevo più un centesimo. O’ presidente mi avvicinò tre anni dopo, gli diedi altri 46mila 500 euro. Allora ci accordammo per saldare conto: 80mila euro in quattro tranche da ventimila. La prima in contanti, le altre con assegni. Ma erano tutti scoperti”. In aula è il giorno di un noto avvocato di Torre Annunziata, che è anche il grande accusatore di Francesco Immobile (in foto), il 71enne ex presidente del Savoia alla sbarra per usura dinanzi al collegio della Prima Penale del Tribunale oplontino (presidente Todisco).

L’attesa per l’esame del civilista che denunciò alla Finanza nel maggio 2014 il presunto cappio al collo messogli da Immobile, “era sempre sotto il mio studio, io evitavo ormai di andarci, avevo paura” – racconta ancora – è febbrile. Anche perché il pm della Procura titolare dell’inchiesta, Sergio Raimondi, è pronto in tribunale a far ascoltare direttamente dal suo pc sette telefonate chiave (alcune tra Immobile e l’avvocato. Altre tra quest’ultimo e il maresciallo delle Fiamme Gialle Lo Presti, ndr). File audio che inchioderebbero o’ presidente: uno in particolare. Registrato con un mini-dvr, chiesto alla Finanza dal legale torrese per incastrare Immobile. La registrazione si riferisce alla presunta trattativa chiusa tra l’avvocato e o’ presidente per estinguere il debito.

L’AUDIO NON VA. Non si sente davvero nulla. Colpa dello stato disastroso dell’edilizia giudiziaria, in città ed in Campania, e dei fondi miseri a disposizione dei nuovi tribunali. L’aula ‘Nitrato Izzo’ a Torre Annunziata ha un’acustica pessima. Se piove meglio rinviare qualsiasi udienza. Anche decisiva. Ascoltare testimoni e intercettazioni? E’ impossibile. Pm e giudici anche stavolta devono arrendersi. L’esame del grande accusatore continua solo con le sue vive parole al microfono.

L’avvocato conferma le accuse, ma infine apparirebbe contraddirsi su cifre e circostanze anche rilevanti, tant’è che il difensore di Immobile, Elio D’Aquino, parla poco dopo di “forti scricchiolii del teste chiave, che prima riferisce di minacce e al tempo stesso di rapporti tutto sommato amichevoli con Immobile”. Nuova udienza del processo fissata ai primi di dicembre. In tribunale sarà ascoltata l’unica parte civile costituitasi contro o’presidente: un facoltoso imprenditore di Milano.  


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