Disposti a tutto pur di salvaguardare il loro posto di lavoro. E’ stata una mattinata intensa quella vissuta dai lavoratori del Gruppo Damiano. Circa 60 lavoratori il cui futuro è in bilico da quando l’Asi ha fatto richiesta di esproprio del capannone di via Terragneta. Lo stesso capannone in cui lavorano i dipendenti del Gruppo Damiano.

E così una delegazione di lavoratori si è radunata dinanzi agli uffici comunali di Rovigliano esponendo uno striscione: “Asi che fai, spuoglie a Gesù e viest a Maria”. Togliere a qualcuno per dare ad altri. Proprio quello che si chiedono i lavoratori in protesta dinanzi al comune di Torre Annunziata.

“Non è pensabile che un’attività produttiva venga cacciata fuori dal proprio sito industriale perché ne deve arrivare un altro per ignoti motivi – ha spiegato Antonio Santorelli, Sindacalista Fiom -. Si sta assistendo a una guerra tra poveri, ad opera di un prenditore (il riferimento è a Vescovini, ndr) che ha idee estremamente bellicose. Sull’area ci sono tanti capannoni vuori, noi teniamo soltanto a preservare la nostra realtà lavorativa”. Una realtà che non ha conosciuto nemmeno la cassa integrazione. Lo hanno ribadito con fermezza: “Nemmeno un giorno, nonostante il covid abbia massacrato chiunque”.

La volontà dei lavoratori è quella di continuare a lavorare. Un messaggio recapitato anche al sindaco Vincenzo Ascione. Il sindaco ha raccolto le loro preoccupazioni e ha promesso un impegno: “Scriverà al Prefetto, alla Regione e al presidente dell’Asi per instituire un tavolo tecnico di confronto e studiare la soluzione migliore affinché il dramma che stanno vivendo i lavoratori del Gruppo Damiano e quelli ex Meridbulloni possa giungere a una soluzione efficace”.

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Il caso

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