TORRE ANNUNZIATA. Nessun abuso o rifiuto d’atti d’ufficio per la concessione dell'area demaniale dello storico “Lido Azzurro”, affidata il 9 maggio 2007 alla “Villa Savoia” srl, azienda con socio al 50 per cento l’attuale gestore dello stabilimento, Alfredo Vitagliano. Tutto, secondo i pm, si svolse regolarmente e senza favoritismi o presunte “illegittimità” anche al Comune, dopo la revoca nel giugno 2006 della prima concessione, sollecitata dal Prefetto di Napoli a Palazzo Criscuolo sulla scorta di un’informativa antimafia. L’informativa era a carico di Gennaro Vitiello, amministratore unico della precedente concessionaria, e deceduto cinque mesi dopo.   

A scriverlo sono stati i pm della Procura della Repubblica di Torre Annunziata (Fabrizia Fiore e Francesca Sorvillo), che hanno richiesto al giudice l’archiviazione per tutti gli indagati. Tra questi, oltre a Vitagliano (assistito dal legale Guido Sciacca), anche l’allora responsabile della procedura e presidente della Commissione di Gara, Vincenzo Sica (difeso dall’avvocato Elio D’Aquino), cui la Giunta di Palazzo Criscuolo affidò - dopo la revoca - la gestione dell’iter amministrativo conclusosi con una seconda concessione, rilasciata “con riserva di controlli di legge” anche su ulteriori note della Prefettura. Per l’accusa, l’ex city-manager avrebbe invece dovuto astenersi dall’incarico, perché tra i fondatori della “Sigis Consulting”, società di consulenza e depositaria delle scritture contabili proprio di “Villa Savoia”.

I pm hanno chiesto l’archiviazione pure per l’ex dirigente comunale Anna Pesacane, all’epoca responsabile dell’Ufficio demanio. Per lei l’accusa è di omissione in atto d’ufficio. La Pesacane – secondo l’inchiesta ancora aperta sul caso - non avrebbe adottato il provvedimento di revoca della concessione, dopo la cosiddetta informativa “atipica” antimafia, trasmessa dal Prefetto al Comune. Le presunte illegittimità erano state denunciate in Procura dall’ex legale rappresentante della “L.A. Terme Vesuviane”, società che partecipò alla gara poi vinta da “Villa Savoia”. La parte offesa ha presentato opposizione alla richiesta formulata dai pubblici ministeri.  

 

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