Torre Annunziata. Violazione agli obblighi di sorveglianza e resistenza a pubblico ufficiale: arrestato e scarcerato Domenico Tammaro, 32enne con precedenti per droga nonchè tentata rapina, e figlio del boss ergastolano del clan Gionta Tito, soprannominato “’o pittore” di Torre Annunziata per la sua nota vena artistica. Il boss che dipinge in cella è tuttora detenuto al carcere di Livorno.

L’ARRESTO. Il figlio del ras, che tra le sue opere annovera quadri come “La vecchietta” (nella foto, ispirato a sua nonna), era stato sorpreso dai carabinieri in sella ad uno scooter “Piaggio Free”. Il 32enne, sottoposto all’obbligo di soggiorno nel comune di Torre Annunziata, era senza patente; ma “sfrecciava” comunque tranquillo in zona Porto. Alla vista dei militari Tammaro aveva tentato la fuga, venendo raggiunto dopo un breve inseguimento terminato a piedi in via Castello. Solo allora per lui erano scattate le manette.

IL PROCESSO. Tammaro era finito ai domiciliari in attesa della convalida dell’arresto. Convalida avvenuta oggi in tribunale a Torre Annunziata. Il 32enne, difeso dagli avvocati Maria Macera e Angela Mastrice, è stato immediatamente scarcerato dal giudice. Per il proprio atteggiamento collaborativo e “la non eccessiva gravità della condotta” – così il giudice Mariaconcetta Criscuolo – Tammaro dovrà al massimo firmare due volte al giorno in polizia.

IL BOSS CHE DIPINGE. La notizia dell’arresto di Mimì Tammaro ha fatto il giro della città. Soprattutto per la stretta parentela esistente tra il 32enne e il boss giontiano Tito, suo padre, 55 anni, da 25 in carcere. Detenuto ininterrottamente dall’8 novembre 1991. Incredibile la storia del ras “pittore”, ormai famoso in tutta Italia per i suoi quadri, definiti anche dagli esperti “intensi e carichi di tensione emotiva”.

Tito Tammaro dipinge da 15 anni. Tutti quadri su tela e olio. L’ex boss di camorra si definisce “uno dei tanti uomini ombra. Trovo la mia espressione artistica la più acerrima nemica del mio tempo - ha scritto di recente 'o pittore’ su di un blog - che vivo nella speranza che un giorno sia veramente un tempo da vivere”. Quel blog si chiama “Le urla dal silenzio – La speranza non può essere uccisa per sempre”.

IL RAPPORTO CON CARMELO MUSUMECI. A spingere Tito Tamarro a pubblicare le foto dei sui quadri sul web è stato Carmelo Musumeci, altro famoso ergastolano. Aveva 36 anni quando, nell'ottobre del 1991, fu catturato dalla polizia. Era il capo di una banda che gestiva i traffici malavitosi in Versilia. Nella sua adolescenza c'erano già riformatorio e carcere minorile. Cresciuto ad Aci Sant'Antonio, Musumeci aveva conosciuto presto le regole della malavita siciliana. Un giorno gli spararono sei colpi di rivoltella.

"Reagii come sapevo: facendomi giustizia da solo. Le uniche regole a me note erano quelle con cui sono cresciuto". Così venne condannato all'ergastolo. Carmelo Musumeci è stato inoltre sottoposto al regime del 41-bis, in isolamento diurno. Oggi, dopo tre lauree prese in carcere, ricorda che lo studio e la lettura gli consentirono di sopravvivere. Scrivendo ha scoperto la sua anima di comunicatore: ne è venuto un libro "Gli uomini ombra" (Gabrielli editori), in cui narra storie vere o romanzate di ergastolani. Come quella di Tito Tammaro. Il boss “pittore” di Torre Annunziata.

foto tratta dal blog “Le urla dal silenzio”