“I tagli alla spesa e in particolare al personale sono le principali cause del crescente numero di episodi di violenza ai danni degli operatori sanitari. I medici, in queste condizioni, diventano infatti sempre più il principale ‘bersaglio’ contro cui i cittadini manifestano le loro frustrazioni per lo stato delle cose”. A parlare è il segretario nazionale del Sindacato dei Medici Italiani, Giuseppina Onotri, intervenuta a Torre Annunziata al sesto convegno regionale dello Smi Campania che ha avuto come tema centrale il dibattito dal titolo “Non sono un bersaglio! La violenza contro i medici: analisi e soluzioni, prevenzione e formazione”: “Abbiamo scelto la Campania – ha proseguito Onotri – per fare sentire la nostra voce, perché purtroppo in questa regione negli ultimi tempi si è registrato un netto aumento dei casi di aggressioni ai danni degli operatori sanitari”.

In Italia, stando ai dati forniti dall’Inali e relativi al 2018, sono stati 1.200 i casi di aggressioni subite e denunciate dai lavoratori della sanità, quasi tre al giorno. “Bisogna dire – sottolinea Giuseppina Onotri – che questa stima è purtroppo inferiore ai dati reali, visto che l’Inail prende come riferimento i soli casi che portano a specifici risarcimenti, senza sottovalutare il fatto che in diverse circostanze le vittime di violenze in corsia tendono a non denunciare”.

“Un fenomeno – prosegue Mario Iovane, segretario organizzativo nazionale Smi e organizzatore della manifestazione svoltasi a Torre Annunziata – che nel 70% dei casi riguarda le donne. Occorre allora porre rimedio: ci rivolgiamo ancora una volta alla classe politica, affinché ad esempio si dia seguito al voto dello scorso 25 settembre, quando il Senato all’unanimità ha dato il via libera al testo di legge che ora attende di essere approvato alla Camera”.

Al sesto convegno regionale Smi Campania hanno partecipato i più importanti riferimenti nazionale del Sindacato dei Medici Italiani e i segretari delle principali regioni.