Torre Annunziata. Stampava banconote false da 10 e 50 euro nel retrobottega di una salumeria al civico 93 di via Roma: condanna a due anni (pena sospesa) per Antonio Carillo, 45 di Torre Annunziata. Il pm aveva chiesto una pena di 4 anni. Il giudice ha mandato invece assolto Carillo dall’ulteriore accusa di detenzione d’arma da fuoco. Una pistola “Parabellum” calibro 7,65, ritrovata dagli inquirenti all’interno del retrobottega. Ma la difesa - rappresentata dall’avvocato Guido Sciacca - a processo ha dimostrato che in realtà fu il suocero di Carillo, ex guardia giurata ora in pensione, a lasciare l’arma incustodita e in bella mostra in salumeria.

IL BLITZ. A scoprire la stamperia abusiva di via Roma fu la Guardia di Finanza. Nel 2014 i militari delle Fiamme Gialle sequestrarono 180.000 banconote da 10 euro - su fogli stampati formato A3 (nella foto) - per un controvalore di un milione 800mila euro; macchinari vari (punzonatrice, stampante multicolore, compressore e sviluppatrice di pellicole); 2 pc e un hard disk esterno nonché software specifico per stampa professionale; 3 pistole, di cui 2 da libera vendita. Il tutto era nascosto nel retrobottega dell’alimentari in pieno centro a Torre Annunziata.

All’interno della zecca clandestina i finanzieri rinvennero inoltre 6 tessere personali di riconoscimento per appartenenti alle Forze di polizia e falsi abbonamenti al Calcio Napoli; un foglio da 60 francobolli; cliché di banconote da 10 e 50 euro; 23mila fogli filigranati pronti per essere stampati; 10 rotoli di striscia olografica da 10 euro; 60 barattoli di vernice con colori idonei alla riproduzione di banconote; altro materiale di consumo (carta, spray, lucidi). Complessivamente, la stamperia era potenzialmente idonea a riprodurre circa 3 milioni di euro in tagli da 10 e 50 euro.

IL ‘COMPLICE’. A finire in manette con Carillo, il 7 febbraio 2014, fu anche il suo complice, Santo Visiello (41enne di Torre Annunziata). Anche per Visiello, fratello minore di un altro falsario, Michele, a sua volta condannato in appello per la zecca clandestina-bis scoperta il 6 gennaio 2015 in via Ripuaria, al confine con Castellammare di Stabia, è già arrivata la sentenza ma in un giudizio separato. Il ‘complice’ di Carillo dovrà scontare 2 anni e dieci mesi di reclusione.